Worldcon Report by Barb

Giorno 1, mercoledì 9 agosto

Avevamo prenotato un tour di Suomenlinna su un’isola di fronte alla costa di Helsinki, così siamo arrivati a Messukeskus verso mezzogiorno. Abbiamo ritirato i badge, i programmi da partecipanti e tutto il resto. Avendo già mangiato sull’isola, abbiamo vagato per le varie sale e stanze, cercando dove fossero la Green Room, l’Art Show, i Traders e Creators Alley dove avevamo prenotato un tavolo per i giorni successivi, eccetera.

I miei amici sono andati alla cerimonia di apertura, ma io sono rimasta seduta fuori anche dalle conferenze che mi interessavano perché sovraffollate. Odio la folla e alla fine ho visto una sola conferenza in tutto il programma…

Quindi li ho aspettati studiando il programma, comprando la maglietta ricordo della Worldcon (taglia small da donna di un vecchio design che il giorno dopo era esaurita – vedi foto Day 4) e raggiungendoli poi nell’Art Show.

La prima conferenza era alle 21.00, cosìverso le 17.00 siamo tornati all’albergo col tram n.9 a riposarci per circa un’ora. Da notare che l’organizzazione ci ha dato una tessera per i mezzi pubblici della durata della Worldcon… da queste parti non ci sarebbero mai riusciti! Abbiamo pagato il traghetto la mattina e il tram per andare a Messukeskus dal porto, poi abbiamo viaggiato gratis (o a piedi) per tutta la durata della convention.

Tornati a Messukeskus, abbiamo scoperto che i ristoranti e caffè stavano chiudendo tutti, salvo Hesburger (un Mc Donald locale) che ha finito col nutrirci tutte le sere salvo l’ultima. Dopo cena siamo andati nella Green Room a conoscere Eva L. Elasigue e abbiamo incontrato l’altro membro della conferenza, Zach Dodson, solo nella stanza stabilita.

conferenza n.1 – Day 1

Così c’è stata la mia prima conferenza, Scrittori e Artisti, moderata dal meraviglioso Maurizio Manzieri che aveva preparato una splendida presentazione con le nostre immagini. Peccato non mi fossi scritta niente e ho dimenticato che immagini gli avessi dato e cosa dovevo dire in merito, ma almeno non mi sono impaperata ed è finita presto.

Gli artisti citati nella conferenza sono Shafali Anand, Cinzia di Felice, Rossana Beretta e Maurizio Manzieri, ma già che ci sono, vorrei precisare che ho lavorato anche con Cristina Fabris, Silvano Beltramo e un paio di DeviantARTisti che hanno fatto ottimi lavori.

Abbraccio di gruppo, poi siamo andati a cercare l’uscita, dato che ormai Messukeskus era chiuso e noi eravamo troppo stanchi per andare alla festa nel giardino d’inverno dell’Holiday Inn attaccato al centro convegni. Abbiamo chiesto a un trio di locali che ci ha gentilmente mostrato l’uscita dalla lobby dell’albergo che comunque si affacciava sulla strada dove si riprendeva il tram n.9 per tornare in albergo…

Giorno 2, giovedì 10 agosto

Dato che il centro congressi era così caro, abbiamo cominciato a fare la spesa alla Lidl del centro commerciale davanti alla stazione centrale che stava dietro l’albergo. Il tram n.9 fermava anche lì, quindi era comodissimo per arrivare a Messukeskus.

Sono andata alla conferenza sull’asessualità nella fantascienza, lasciando il titolo del mio libro con protagonista asessuale a una dei moderatori (non ho osato alzarmi e dirlo ad alta voce, ma lei mi ha assicurato di averlo aggiunto alla sua lista di libri consigliati), poi verso le 14.30 sono tornata a riposare in albergo.

Sono tornata a Messukeskus verso le 16.00 e ho passato quasi tutto il tempo nella Green Room ad aspettare gli altri partecipanti alla seconda conferenza. Uno ci ha scritto di stare male e che mandava un amico al suo posto, la moderatrice invece l’ho conosciuta nella Green Room.

conferenza n.2 – Day 2

Alle 18.00 c’era quindi la conferenza sulla fantascienza in Europa con Kristina Hard (Svezia), Ju Honisch (Germania), Francesco Verso (Italia) e un giovane scrittore olandese al posto di Thomas Olde Heuvelt.

Di nuovo temo di non essere stata molto chiara e di non aver risposto a certe domande, ma ero l’unica che scrive in inglese e poi eventualmente ritraduce in italiano, e punto più lui lettori anglofoni.

Intendo dire che scrivo in inglese per via dei milioni di persone che lo leggono, sia come prima che come seconda lingua, non perché voglio conquistare il mercato americano, come è stato insinuato da un simpaticone nel pubblico (il quale, mi dicono, viene dal Bel Paese). Perché che ci piaccia o meno, anche se la fantascienza è nata in Europa, l’inglese è la lingua del business e della letteratura (nel cinema è soppiantato da hindi e cinese) e quindi per raggiungere più lettori possibili, scrivo in inglese.

Dopo la conferenza abbiamo cenato, indovina un po’? Hesburger, naturalmente, poi gli altri sono andati a fare la fila per bere una birra irlandese e io me ne sono tornata in albergo. Non mi piace la birra, ma ho bevuto un sacco di sidro in Finlandia!

Giorno 3, venerdì 11 agosto

Allora, questo doveva essere il mio giorno nella Creators Alley. Avevo già postato su Facebook e annunciato ovunque che sarei stata al tavolo N4, ma a causa delle file chilometriche per un certo signor Martin, quel tavolo è diventato inagibile.

tavolo K9 – Day 3

Mi hanno spostato al K9, in fondo alla sala, davanti all’uscita, dove non passava nessuno. Nessuno mi ha trovata (la mia amica Judith mi ha mandato messaggi su Facebook prima di riuscire a trovarmi, perché c’erano altri palloncini argentei con la K nella sala accanto) e ho a malapena ripreso il costo del tavolo.

Per fortuna Judith mi ha fatto compagnia dopo pranzo, così il pomeriggio è andato un po’ più in fretta. Ha anche distribuito i cinquanta volantini con i cofanetti di fantasy e fantascienza che ho curato a BundleRabbit – quello di fantasy era scontato per la Worldcon, quello di fantascienza aveva un codice per scaricarlo gratuitamente da BundleRabbit, solo i primi 20, però.

In realtà solo una persona ha usato il codice, e sospetto anche chi sia, ma non voglio fare nomi, visto che è italiano! 😉 Potrei parlare a lungo di BundleRabbit che mi ha dato l’occasione di essere in un cofanetto con autori molto più famosi di me e di avere qualche vendita extra, ma è solo per anglofoni.

Dato che non mi volevo riportare a casa i cartacei (ho pagato 30euro per mandare il bagaglio in stiva perché pesava 13,5kg), li ho lasciati sugli scaffali di Bookcrossing, e il giorno dopo erano spariti. Una persona mi ha pure detto “Ci sono così pochi libri in inglese che li venderai tutti!” mentre invece li ho dovuti regalare… 11 su 15!

Cena al solito posto, e poi tutti sono andati alla cerimonia degli Hugo (la fila è cominciata alle 18.00 per le 19.30), ma io me ne sono tornata in albergo, sperando di recuperare un po’ di sonno perduto…

Non ho fatto in tempo a leggere e votare prima della Worldcon e comunque ora che sto leggendo le storie più corte (i romanzi probabilmente non li leggerò mai, come non ho letto i nominati alle precedenti Worldcon per mancanza di tempo) e non ho ancora trovato nulla che mi abbia entusiasmato.

Tra l’altro, nel “pacco” con l’album ricordo della Worldcon c’era anche un libro di “weird” finlandese… e temo che il “weird” non sia per me. Mai stata fan di Poe! 😉

Giorno 4, sabato 12 agosto

Di nuovo spesa alla Lidl prima di andare a Messukeskus. Maurizio aveva il tavolo nella Creators Alley (in teoria lo stesso mio, ma è riuscito a farsi mettere alla N) e io ho passato quasi tutto il tempo nella Fan Alley a scrivere. Ho un romanzo da finire, io!

“Novel Challenge”: scrivere 3 romanzi in 3 mesi (minimo 30.000 parole, niente massimo). I romanzi di giugno e luglio sono già consegnati, ma quello di agosto era temporaneamente interrotto dal viaggio. Alla fine ho scritto a mano circa 5000 parole che ho battuto al computer a Ferragosto!

maglietta-ricordo – Day 4

Alle 17.00 avevo prenotato il giro gratuito “Strange and Unusual Helsinki” iniziato col solito n.9 in un negozio di modernariato, a piedi per locali italiani, americani e finalmente vichinghi e finlandesi, e finito nel pub steampunk perché si è scatenato il temporale preannunciato mentre stavamo uscendo e prima che potessimo arrivare al pub Bollywood (che era un po’ il motivo del giro per me…).

Mi sono fatta indicare come arrivare alla stazione centrale o alla metro e dopo mezzora la tempesta era finita. Tanto perché doveva durare due ore. A Roma si chiamano “sgrulloni” e in dieci minuti passano. Sigh.

Comunque il cielo è rimasto coperto quindi niente pioggia di meteore… Trovato un centro commerciale e un Hesburger vicino all’hotel e basta.

Giorno 5, domenica 13 agosto

Maurizio aveva un’altra mezza giornata nella Creators Alley. Ho passato quasi tutto il tempo sempre nella Fans Alley e poi Fulvio ha avvistato George RR Martin seduto lì a rilassarsi… così sono andata a dare il cambio a Maurizio al tavolo, sapendo quanto lui ci tenesse a mostrare i suoi lavori a Mr Martin.

Per fortuna quella sezione chiudeva alle 15.00. Maurizio aveva un’ultima presentazione e di nuovo ho aspettato nei corridoi, facendo la guardia alla sua valigia e scrivendo. Siamo tornati in albergo verso le 17.00 mentre era in corso la cerimonia di chiusura, almeno siamo riusciti a prendere il 9 senza problemi.

La cena è stata al ristorante vichingo Harald che avevo avvistato la sera prima…

Al tavolo di Maurizio Manzieri – Day 5

Le temperature erano tra i 10 e i 25°C che per me erano ideali. E ho collezionato 15 “ribbons” tipici di queste cose, un record personale (vedi foto Day 5 al tavolo di Maurizio con esposti i due libri con le sue copertine)!

 

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Intervista a Kilig la Spada

copertina di Cinzia Di Felice

Traduzione dell’intervista a Kilig rilasciata a Library of Erana a giugno 2014
Nome: Kilig la Spada (nome di battesimo: Karuna)
Età: 30 anni circa
Per favore dicci qualcosa di te.
Ero il quinto di dieci figli, sfruttato da mio padre finché Acharya Saif mi ha salvato la vita nei bassifondi. Così Karuna l’Addolorato è diventato Kilig la Spada.
Descrivi il tuo aspetto in dieci parole o meno.
Un bel tenebroso dai capelli neri.
Hai un codice morale? Se sì, quale?
Sono un assassino, e abbiamo un codice morale: mai far del male a donne o bambini. E non usiamo veleni. Siamo uomini (e qualche donna) onorevoli.
Uccideresti per coloro che ami?Uccido per vivere, ma soprattutto chi se lo merita: mariti violenti, uomini di potere ingiusti…
Moriresti per coloro che ami?
Assolutamente. La mia vita non ha senso senza di loro.
Quali diresti sono le tue debolezze e le tue forze?
Sono forte e deciso e un professionista, un membro della Gilda degli Assassini di Godwalkar. La mia unica debolezza è il mio cuore. Quando mi innamoro, è dura.
Ha una relazione che preferisci alle altre? Perché?
La prima è stata con Acharya Saif, che mi ha istruito e mi ha insegnato a diventare un assassino. Pensavo che saremmo vissuti felici e contenti, ma dopo due anni mi ha mollato per tirare su un figlio che non sapeva di avere. E quando è morto, quindici anni dopo, mi lo ha affidato. Così ora Hakeem mi ha rubato il cuore come aveva fatto il padre e sono di nuovo nei guai.
Hai una famiglia? Parlaci di loro.
Di quei dieci figli, sono sopravvissuti solo due a parte me. E mio fratello mi ricorda troppo mio padre, non ci parliamo da anni. Vedo mia sorella quando posso, i cugini anche meno. La mia nuova famiglia è la Gilda degli Assassini, suppongo…
Dacci qualche informazione sul mondo in cui vivi.
Sono nato nei bassifondi di Godwalkar, ex capitale del regno del Gajendra, cinque anni dopo la morte dell’ultimo re. E’ una città mista, dato che la gente sotterranea, che si chiama Genn, si è unita a noi come cittadini regolari. E’ una grande città, costruita all’incrocio di due fiumi e circondata da colline, e poi foreste e montagne a nord e una pianura a sud-est fino alla costa. Adesso è una città-stato con un consiglio di Genn.
Il tuo mondo ha una religione o altre credenze spirituali? Se sì, le segui? Spiega come ciò cambia il tuo comportamento.
Ogni paese o città-stato ha la sua religione, ma la maggior parte degli umani sono politeisti. Ho sentito dire che a nord predicano un unico dio, ma personalmente non credo in nessuno. Nessuno mi ha aiutato durante l’infanzia, per cui ho smesso di credere
Viaggi nel corso delle tue avventure? Dove?
Vado in missione per la Gilda e sono arrivato fino a Jevina, un’altra ex capitale di un regno che non c’è più. Non sono mai stato nel posto che ha visto nascere la Gilda degli Assassini secoli fa. Agharek è troppo a sud e ha la sua versione della gilda. Il nostro fondatore veniva da lì, ma ha cambiato un po’ le regole.
Il tuo mondo ha magia? Come viene vista?
Gli Umani sono abbastanza imbranati, ma se si accoppiano con membri delle Razze Magiche, possono essere molto potenti. Non so da dove viene la loro magia e nonostante abbia un’amica mezzosangue, non ho idea di come funzioni. Neanche lei lo sa, temo!
Il tuo mondo ha razze diverse? Vanno d’accordo tra loro?
Gli Umani hanno diversi colori di pelle, occhi o capelli, ma differiscono solo per cultura, che a volte si scontra anche se sono, per esempio, tutti biondi e con gli occhi azzurri (ho saputo che a nord i Variani e i Blackmore si stanno facendo a pezzi in una guerra senza fine, e hanno la stessa origine. Al sud siamo stati in pace molto a lungo nonostante la caduta dei nostri re).
Il tuo mondo ha esseri soprannaturali/mistici? Dicci qualcosa di loro.
Abbiamo le Razze Magiche. Finora solo i Genn riescono a vivere con noi, e attraverso di loro possiamo ogni tanto avvistare dei Sila. Una volta ho aiutato a uccidere un mezzo Fajrulo, ma sono mutaforma, chissà quanti ce ne sono tra noi. Non ho mai visto un Waiora. I Genn sono la gente di Etere, i Sila di Aria, i Waiora di Acqua e i Fajrulo di Fuoco (gli Umani sono di Terra, in caso te lo stessi chiedendo). Credono che il nostro mondo sia sotto la supervisione di cinque Immortali, gli elementi summenzionati. Essendo un miscredente, ti lascerò giudicare da solo chi ha ragione. Dicono che è un fatto, non una religione, ma chissà…
I libri della Gilda degli Assassini
Saif e Kilig
Kilig e Hakeem
Kilig la Spada (contiene entrambi)
prossimamente:
Talwar e Khanda
La storia di Saif
Onorevoli Assassini (contiene entrambi)

Viaggio in America che non è il paese dei balocchi

Ho prenotato un Anthology Workshop a maggio dell’altr’anno, incuriosita da alcuni amici che avevano venduto racconti. Dato che cerco di andare a questi workshop sulla costa dell’Oregon ogni tre anni e che ero stufa di andare a quelli di business che poi non riesco ad applicare in Italia, ho deciso di optare per questo che è più di mestiere di scrivere.

Così è iniziata l’avventura a dicembre scrivendo due racconti in due settimane, e poi altri quattro a gennaio in altrettante settimane. Pensavo “Che ci vuole a scrivere un racconto in una settimana?” anche se in generi che non conosco?

In effetti quella è stata la parte facile. Mi sono anche divertita a scrivere storie che non avrei mai scritto senza un tema per ogni antologia. Arrivava la domenica sera (lunedì mattina per me) e andava consegnato entro la domenica sera. In genere spedivo prima, tipo giovedì o venerdì, a meno che non dovessi fare ricerche sul genere.

La prima storia in realtà l’ho scritta almeno due volte (senza contare i tentativi falliti, circa quattro), e l’ho spedita la domenica, del tutto insoddisfatta (e i commenti degli editor mi hanno confermato che non era adatta al genere prescelto).

Le altre sono state molto più rapide e indolori, nonché divertenti. E poi, pensavo, a febbraio posso rimettermi a scrivere le mie storie. Manco per niente, perché prima di partire ho dovuto leggere 240 storie (quelle degli altri) in modo da sapere di cosa stessero parlando gli editor al workshop.

Ammetto che una decina non le ho finite (e qualcuna di quelle che io non ho finito sono state acquistate dagli editor, ma è tutta una questione di gusti), ma ho passato il mese a leggere e mi è anche morto il Kindle nel bel mezzo di una delle ultime storie: batteria scarica! Mai successo dal 2011 quando l’ho comprato!

Per fortuna un’efficiente tedesca aveva fatto degli ebook per poter leggere senza stampare, ma Dean e Kris leggono solo su carta, quindi quando siamo arrivati al workshop, avevano pile di manoscritti davanti!

Come si è svolto: ogni giorno un’antologia diversa con i sei editor che discutevano ogni storia, ultimo/a quello/a che curava l’antologia e che decideva cosa comprare o no. Gli editor erano Dean Wesley Smith, Kristine Kathryn Rush, Allyson Longueira, Mark Lefebvre, Dayle Dermatis e Leah Cutter e le varie antologie avevano i temi più disparati.

Se leggete in inglese, si tratta dei prossimi numeri di Fiction River che copre un po’ tutti i generi – fantasy, fantascienza, giallo, rosa – e potrete leggere le storie dei miei amici. Conoscevo già alcuni di persona, altri solo di nome, altri ancora erano nuovi.

Purtroppo io non ho venduto nulla, ma ho sette nuove storie da pubblicare in inglese e ho passato una bella settimana in compagnia di introversi come me! E, sempre se leggete in inglese, Pulphouse ritorna! Magari un giorno leggerete anche me su una delle due riviste…

Il resto delle due settimane di ferie l’ho passato sulla costa est, visitando Boston e rilassandomi a Long Island dove ho visto John Wick Chapter 2 con la mia amica – molto divertente vederlo in originale con gli stranieri che parlano italiano e gli italiani che parlano inglese. Non oso pensare cosa sia diventato in questo paese. E Scamarcio è un gran bel cattivo! 😉

Star Minds ma non troppo

Yash e Ryo_resizeE’ un’intervista a dei personaggi! Ho messo insieme un po’ di domande e ho cominciato a farle ai miei personaggi. Sul blog inglese è Samantha che conduce le interviste (dopo Brenda, la “giornalista” di Books of the Immortals – Earth), ma dato che le loro storie non sono ancora state tradotte… per ora qui ci sono solo interviste botta e risposta con i personaggi!

In questo caso una storia autoconclusiva, “Yash e Ryo persi nella Via Lattea“, che inizia nell’universo di Star Minds ma finisce in una dimensione parallela. Forse un giorno pubblicherò anche le storie della Lega, per ora accontentatevi di questo racconto lungo.

E’ un argomento che mi sta molto a cuore e che qui ho sviluppato in maniera molto diversa rispetto agli “Amori Maschili su Terra d’Argento“. Soprattutto, è il primo personaggio ufficialmente asessuale della sottoscritta (su Terra d’Argento non ci sono tutte queste etichette, quindi gli asessuali sono molto più nascosti). Spero di scriverne altri in futuro, ma ancora non mi sono rimessa a scrivere Star Minds Interregnum, impelagata come sono con Terra d’Argento!

La copertina è di una brava illustratrice russa che ho trovato su DeviantART.

Dimmi qualcosa di te (nome, età)…

Mi chiamo Yashvardan Samara, sono nato su Ypsilanti, un pianeta matriarcale delle Nazioni Stellari venticinque anni fa.

Descriviti in dieci parole o meno.

Sono un atleta, capelli castani, occhi grigioverdi.

Hai un nemico o una nemesi? Se sì, chi è e come è diventato un nemico?

La mia famiglia è il mio nemico. Sono scappato dal mio pianeta perché mi hanno chiuso in cantina e la mia “ragazza” mi ha costretto a scopare con lei. E se pensate che gli uomini non possono essere stuprati dalle donne, meglio che facciate una ricerca sul vostro internet, sono sicuro che ci sono un sacco di casi di stupri maschili.

Sicuramente ci sono parecchi casi in inglese, non ho fatto la ricerca in italiano. Hai una relazione? Se sì, con chi e cosa ti piace di lui/lei?

No, sono asessuale, non mi interessa una relazione. Soprattutto dopo essere stato stuprato.

Quale è la sfida più grossa che devi affrontare?

Sopravvivere al trauma. E rimanere vivo e libero.

Dimmi della tua famiglia.

Non voglio parlare della mia potente madre e del suo docile marito.

Dimmi qualcosa di interessante o inusuale su di te.

Ho vinto delle medaglie come ginnasta e come corridore. Ma non era sufficiente per mia madre, voleva delle nipotine, così mi ha costretto a frequentare la ragazza prepotente.

Passiamo all’altro baldo giovane che sembra cinese o giapponese, ma è un alieno Umanoide. Dimmi qualcosa di te.

Sono Ryo Hanashima, figlio di un boss mafioso di Xi-kong, Il Pianeta Patriarcale delle Nazioni Stellari (sì, tutte maiuscole, grazie!)! Sono di qualche mese più vecchio di Yash, che è il più bel ragazzo che ho mai visto in vita mia!

Descriviti in dieci parole o meno.

Lunghi capelli neri e tatuaggi della Famiglia.

Quale è il tuo ruolo nella storia?

Mmm. Buona domanda. Yash e Birgit mi hanno salvato da uno “stupro correttivo” e sono rimasto incantato. Yash è bellissimo. Se non fosse così traumatizzato, lo avrei già baciato fino a togliergli il fiato!

Quindi come ti relazioni con lui?

*sospiro* Siamo solo amici… Ce ne siamo andati insieme dalle Nazioni Stellari… non volevo che fosse arrestato dalla Polizia Galattica…

Quale è la sfida più grossa che devi affrontare?

Rimanere vivo e libero. Sperando prima o poi di riuscire a sedurre Yash!

Dimmi qualcosa di interessante o inusuale su di te.

Ho un drago serpentino sulla schiena e la coda del drago sul mio braccio sinistro arriva sul lato del collo. E sono bravo alle corse di macchine volanti e motosoniche.

Dietro le quinte di Star Minds

La mente stellata di Barbara G.Tarn

Traduzione di un guest post per una richiesta di spiegazioni su Sylvania dopo la lettura di Star Minds Frammenti – Donne.

Mi è stato chiesto di approfondire la nostra galassia come la vedo nella mia serie di science-fantasy Star Minds, soprattutto per quanto riguarda il pianeta tossico per il cromosoma Y, Sylvania.

A parte gli estratti da altre storie, il punto di partenza per questo approfondimento è il racconto Soldatessa. Nella primissima versione di Angelo Tecnologico, le Sylvaniane erano autofecondanti.

Estratto da Angelo Tecnologico versione 3

Maela_resizeNon vi riproducete come noi? – chiese Claudia incerta. – Maschi con femmine?

No. – Maela alzò le spalle. – Facciamo tutto da sole. Intorno al ventesimo anno il nostro corpo raggiunge la maturazione fisica e rimaniamo automaticamente incinte.

Autofecondazione? – esclamò Claudia incredula.

Sì – sorrise Maela. – Ci succede di nuovo ogni dieci anni. Nasciamo tutte femmine con questa capacità di autoriproduzione.

Non molto scientifico, lo so. Può funzionare nel fantasy con la magia, ma non proprio con la fantascienza. Così ho cominciato a fare ricerche e ho scoperto che l’autofecondazione esiste attraverso lo sperma creato dal midollo osseo, che permette di mettere al mondo una bambina che è quasi un clone della madre. Da cui Sylvania ha acquisito Centri di Fecondazione dove le donne possono rimanere incinte da sole o con la compagna, usando le cellule del loro midollo osseo per creare lo sperma.

Estratto da Star Minds Frammenti – Donne (Soldatessa)

Sei tu che guardi Erika in maniera malsana – replicò Juna. – Credo che dovresti andare al centro di fecondazione. Hai quasi vent’anni e hai avuto un assaggio di cosa significa essere madre. Fatti una gravidanza vera.

Sorpresa, Maela la guardò.

Pensi che dovrei? – chiese.

Certo. – Juna annuì, decisa. – Erika sarà contenta di avere una sorellina e l’esperienza ti aiuterà a superare questa folle gravidanza.

Maela ci pensò su. Una gravidanza normale che sarebbe durata nove mesi. Sperma creato dalle cellule del suo midollo spinale, una forma di autofecondazione perfezionata su Sylvania perché il cromosoma Y ci viveva troppo poco.

Guardò la piccola Erika, ora in braccio alla madre. Entrambe brune e molto simili. “Una piccola me” pensò addolcendosi al pensiero. “Una bambina…”

Devo prendere un appuntamento al centro di fecondazione? – chiese illuminandosi.

Mm, no, ma credo che devi fare domanda per la maternità, prima. Io intendo prolungare la mia licenza di un altro anno, quindi posso starti vicina mentre aspetti – rispose Juna, sollevata dalla decisione di Maela.

Allora mando subito la domanda! – decise Maela balzando in piedi e precipitandosi al computer vicino al muro.

La malinconia era svanita. Era di nuovo eccitata. Avrebbe avuto una bambina, alla maniera di Sylvania. La vita era bella.

Erika assomiglia a Juna e Dadina è la piccola copia di Maela. Sono sorellastre solo perché le madri vivevano insieme quando sono nate. Ecco Sylvania spiegata a una donna di un altro pianeta:

Extratto da Mercanti di Schiavi (Star Minds libro terzo)

Mercanti di schiavi_resizeSe hai così tanta voglia di maternità, vieni con me su Sylvania – suggerì. – Abbiamo perfezionato l’autofecondazione, e potrai avere una bambina senza il contributo di nessun uomo.

Davvero? – Gli occhi di Kelikana si spalancarono per la meraviglia. – Come?

Creiamo lo sperma usando le cellule del midollo spinale, così possiamo fecondarci. E le neonate sono tutte femmine, dato che abbiamo solo il cromosoma X.

Oh. – Kelikana meditò sull’informazione. – E’ così che hai avuto Dadina?

Sì.

E come le allevate? Un genitore? Comunità?

Fino a cinque anni con la madre, che spesso, ma non sempre, ha una compagna. Poi c’è la Casa delle Bambine. Non per la mia Dadina, però, dato che l’ho portata via da Sylvania prima che ci dividessero.

(…)

So che la società su Sylvania non ha bisogno degli uomini per tirare su le figlie, ma il resto della galassia pensa che due genitori di sesso opposto siano la cosa migliore per farli crescere sani ed equilibrati – disse Kelikana esprimendo i suoi dubbi.

So che la maggior parte delle società Umanoidi ha bisogno di entrambi i sessi per riprodursi – rispose Maela. – Tu vieni da un pianeta matriarcale dove l’importanza degli uomini è minore rispetto ad altrove.

Ma il vostro metodo li rende specie in via di estinzione!

Sono comunque condannati su Sylvania, e le donne vengono da tutta la galassia per avere bambine senza gli uomini – assicurò Maela. – Che sia concezione partenogenica o sperma creato dal midollo spinale, la donna può avere una figlia biologica e sana come la mia Dadina.

Quanto al rapido decadimento del cromosoma Y, avevo trovato articoli in inglese a cui avevo collegato la teoria del circuito temporale artificiale dopo aver letto di un uomo che aveva perso il suo time-lock e invecchiava di un anno all’ora finché è morto, che era una cosa a cui avevo già pensato (il cromosoma Y che vive un anno in un’ora, o quattro giorni, suonava come una storia divertente da scrivere).

SMFdonneDato che avevo introdotto l’idea di time-lock in questo universo, la teoria era perfetta per Sylvania, rendendola più verosimile nella scienza metafisica. Il mio gruppo di scrittori anglofoni ha avuto commenti diversi su questo racconto, anche contraddittori, con una persona che ha detto “il ragazzo doveva reagire diversamente” e un’altra che ha detto “dato che è l’esperienza che fa crescere una persona, come lo hanno nutrito e come si è sentito?” Avrei probabilmente potuto espandere l’idea del figlio di Maela, ma dato che la storia era dal punto di vista di Maela, l’ho reso solo molto silenzioso (e un assaggio di come si è sentito viene raccontato in Star Minds Seconda Generazione): probabilmente non è abbastanza maturo per parlare anche se il suo corpo ha tredici anni!

Prossima puntata: Soldatessa, il racconto! E’ incluso anche in Star Minds Frammenti – Donne e in Star Minds Frammenti.

 

Terra d’Argento – intervista a Pareevash (L’uomo dal Cappuccio)

E’ un’intervista a un personaggio! Ho messo insieme un po’ di domande e ho cominciato a farle ai miei personaggi. Sul blog inglese è Samantha che conduce le interviste (dopo Brenda, la “giornalista” di Books of the Immortals – Earth), ma dato che le loro storie non sono ancora state tradotte… per ora qui ci sono solo interviste botta e risposta con i personaggi!

Dimmi qualcosa di te (nome, età)…

Mi chiamo Pareevash e sono una sarta. Sono andata come apprendista da mio zio quando mio fratello ha rifiutati di diventare fabbro come mio padre. Mio cugino si è offerto al suo posto, scambiandosi con me. Ho più di vent’anni e sono nubile, che è una vergogna per la mia famiglia, ma non ho intenzione di trovare marito tanto presto.

Descrivi il tuo asppetto in dieci parole o meno.

Piccoletta, piena di curve e sorriso con le fossette.

Qual’è il tuo ruolo nella storia?

Il mio amico Hrithikesh è tornato dopo quindici anni per sposarmi…

Qual’è la tua relazione col protagonista?

Siamo cresciuti insieme. Ha l’età di mio fratello, ma è sempre andato più d’accordo con me e mio cugino. Quando è partito, ha promesso di tornare, ma è stato quindici anni fa, e la vita continua…

Dove vivi?

Abito a Leland, la provincia più a nord del regno di Akkora. Hrithikesh si è trasferito con i genitori alla capitale, Agharek, ma è tornato in questa tana di topi solo per i miei occhi, o così dice.

Hai una relazione romantica? Se sì, con chi e cosa lo rende attraente ai tuoi occhi?

Non da quando mio fratello ha fatto fuori il mio primo amore. Poi Lord Kibriya è diventato governatore e ha il diritto di dormire con tutte le spose prima del marito. Quindi è un altro motivo per evitare il matrimonio in questa città. L’uomo dal cappuccio mi ha salvata da quel porco e lo trovo affascinante…

Qual’è la sfida più grande che affronti nella storia?

Evitare di essere stuprata da Lord Kibriya… insomma, rimanere viva. La città ha bisogno di un nuovo governatore, speriamo che l’uomo dal cappuccio porti giustizia a Leland!

Per favore, dimmi un fatto interessante e inusuale su di te.

Una volta sono uscita col cugino di Hrithikesh, Kiran, ma non ha funzionato e siamo rimasti amici. Forse speravo che Kiran fosse come l’amico d’infanzia perduto, ma del resto anche Hrithikesh è cambiato quando è tornato…

***

Pareevash è un personaggio di L’uomo dal cappuccio. Questo racconto lungo di Terra d’Argento ha avuto una menzione onorevole al concorso Writers of the Future. Al momento è l’unica storia non m/m tradotta di Terra d’Argento. Se ne volete leggere altre, richiedetele all’autrice! 🙂

***

UomoCappuccio_resizeESTRATTO: L’uomo dal cappuccio (incipit)

Hrithikesh sedeva sui talloni davanti alla statua dipinta della Dea Zindagi. Tirò su il cappuccio della sopravveste verde, abbassando la testa in sottomissione e chiudendo gli occhi in preghiera. Tredici anni di allenamento e una vita monastica nel chiostro costruito dietro il tempio, combattendo la sua rabbia giovanile e imparando a controllare le sue emozioni solo per arrivare a oggi, alla scelta della vita.

Il tempio era fresco e Hrithikesh si chiese se gli sarebbero mancate le ombre delle grandi statue e il suono delle preghiere e degli inni, o la rumorosa mensa del monastero, il cortile assolato dove si allenava e i lunghi corridoi. Gli sarebbero mancati i suoi compagni? Anche se erano stati parte della sua vita, era troppo introverso per chiamarli amici.

Il ricordo di un sorriso con le fossette pesava molto sulla sua decisione odierna.

Un coro di monaci intonò una canzone di lode a Zindagi, Dea della vita. Hrithikesh ascoltò i gloriosi versi e fece un lungo respiro mentre l’ultima nota svaniva nei corridoi scuri del tempio.

“Sono pronto.”

Quando aprì gli occhi, vide l’abate e l’alto sacerdote che lo fissavano, entrambi in piedi tra lui e la scultura colorata. Inspirò l’odore dell’incenso e della cera, poi chinò di nuovo la testa in rispetto ai pochi capelli grigi degli uomini davanti a lui, anche se la testa dell’abate era pelata.

Hai completato i tuoi studi, Hrithikesh – disse l’abate rompendo il silenzio. La voce profonda era abbastanza forte da echeggiare nella grande sala del tempio.

Hrithikesh annuì, inghiottendo le emozioni. L’abate, capo del monastero, era leggermente più vecchio di suo padre, e lui lo considerava il suo vero mentore. La voce dell’abate che risuonava nella sala conferenze o bassa e consolante nel piccolo ufficio lo aveva sempre incantato, dandogli equilibrio e conoscenza di cui aveva disperatamente bisogno. Avrebbe fatto del suo meglio per emulare il saggio uomo, salvo che per una cosa.

Poteva sentire i compagni dietro di sé, come guardiani che lo accudivano, cosa che avevano fatto per i tredici anni trascorsi. Sì, gli sarebbe mancato l’abate, i monaci e fratelli laici che erano stati la sua famiglia tanto a lungo. Ma non poteva restare, ed era ora di dirlo chiaro e forte.

Zindagi è ovunque – disse il prete supremo, guardandolo con benevolenza. La sua voce suonava fragile accanto a quella dell’abate. – Ci sono due modi per onorarla. Proteggere la vita, o dare la vita.

Dovrai fare la tua scelta, ora, Hrithikesh – continuò l’abate. – Sarai un monaco o un padre?

Hrithikesh si leccò le labbra secche prima di guardare i due uomini che torreggiavano su di lui, benché non quanto la statua dietro di loro.

Voglio tornare nella mia città natale – disse Hrithikesh, la voce più tremante del dovuto. – Non desidero entrare nell’ordine in questo momento.

Le labbra dell’abate trattennero un sorriso. “Quindi lo sa, l’ha sempre saputo.”

Hrithikesh si schiarì la gola.

Ho promesso a qualcuno che sarei tornato a prenderla – spiegò con voce più ferma. – Ma se non mi ha aspettato, tornerò qui ed entrerò nell’ordine.

Se scegli la paternità, non entrerai nell’ordine – ribatté il prete supremo. – La vita monastica implica preghiera, meditazione e castità.

Voglio una sola donna, e se non posso averla, sarò lieto di fare voto di castità – assicurò lui.

Quanti anni avevi quando te ne sei andato? – chiese l’abate con una luce maliziosa negli occhi scuri. – Dodici, tredici? E lei?

Era troppo giovane per chiederla in moglie – rispose lui con un sospiro. – Le ho promesso che sarei tornato, ma non mi aspettavo di trascorrere tanti anni qui. So che era necessario per la mia educazione e la mia vita, ma… – Sospirò di nuovo.

Lei era sempre nei tuoi pensieri.

Sì.

L’abate e il prete supremo si scambiarono un’occhiata.

Molto bene – disse il prete supremo. – Tornerai nella tua città natale, e se il tuo amore ha sposato qualcun altro, puoi tornare e entrare nell’ordine. Ricordati di rispettare sempre Zindagi in tutte le sue forme e non usare le tue competenze per prendere vite. Tu hai giurato di rispettare la vita, sia come prete che come laico.

Hrithikesh si inchinò, toccando il pavimento con la fronte in accettazione, poi l’abate gli offrì la mano per aiutarlo ad alzarsi. Era stato immobile così a lungo che le gambe e le ginocchia facevano male.

Anche quando fu in piedi, l’abate continuò a tenergli la mano e gli piazzò l’altra sulla spalla.

Sei stato uno dei nostri migliori studenti, Hrithikesh. Tuo padre ha fatto bene a mandarti qui. Sei sveglio e hai imparato a controllare il tuo lato oscuro meglio di altri. Ci mancherai molto. Che Zindagi sia con te.

Sia benedetta Zindagi – rispose lui con un groppo in gola improvviso.

L’abate sorrise e lo strinse in un abbraccio.

Fai buon viaggio – mormorò prima di lasciarlo.

Hrithikesh tornò nel monastero a fare le valige, combattendo le lacrime.

***

L’uomo dal cappuccio di Barbara G.Tarn (e-book)

Intervista personaggi – Star Minds parte seconda

Un altro articolo di autopresentazione. Maela e Gaurishankar, finiti sulla Terra per motivi diversi…

Gari&Roa_resizeGAURISHANKAR: Sono di Ypsilanti, un pianeta di Umanoidi nel sistema solare di Epsilon Eridani. Uno scienziato pazzo mi ha trasformato in pantera mannara, così ho lasciato il pianeta natio con la mia unica compagna, Roa la pantera nera. Lei è una vera pantera, non muta forma. Io sono un cacciatore di taglie. Stavo cercando il più ricercato tra gli aristocratici Sire che era sulla Terra a cercare… Kol-ian. E ho finito con il lavorare con Kol-ian. Daniele abitava vicino alla mia preda (Uwe-yuri ha tentato di uccidere l’Imperatore), e non si è spaventato davanti alla mia trasformazione, così me lo sono portato dietro. Non sono un solitario per scelta, mi piace la compagnia, ma è troppo pericoloso perché la mutazione mi rende instabile. Devo ringraziare Kol-ian per il suo controllo mentale, benché probabilmente per lui sia uno sforzo. Spero che lo faccia solo quando vede che sto perdendo il controllo. Comunque sono anche l’esperto (si fa per dire) di Friport, l’astronave grande quanto un pianeta degli avventurieri. Credo che Daniele la chiami una Tortuga tecnologica, qualunque cosa ciò significhi. E’ divertente, il ragazzo, ma non sempre capisco ciò che dice. Essendo coinvolto nel mondo dei fuorilegge da più tempo degli altri (un anno?), sono il procacciatore di ingaggi… e mi occupo del rifacimento della nostra astronave, la Falstelo. La nave di Uwe-yuri, Kol-ian l’ha rubata per andarsene dalla Terra dove era bloccato…

Maela_resizeMAELA: Sono una soldatessa di Sylvania, un pianeta nel sistema solare che voi chiamate 55 Cancri. Mi sono schiantata sulla Terra, alla periferia di Londra per l’esattezza. Non mi sono fatta molto male perché ho degli arti artificiali. Tecnicamente sono una cyborg, ma sono ancora al 70% umana. Ho incontrato un simpatico Terrestre, Mark, che voleva venire con me, ma Sylvania è un pianeta di sole donne per un ottimo motivo: il cromosoma Y non ci vive a lungo. Quindi invece di scaricarlo da qualche parte, la mia comandante lo ha rimandato a terra, cancellandogli parzialmente la memoria. Il mio breve soggiorno mi ha scossa, però, così ho deciso di scappare da Sylvania con mia figlia Dadina, diventando fuorilegge. Su Friport ho incontrato gli altri e mi sono unita all’equipaggio di Kol-ian…

Originariamente personaggi molto secondari che sono lentamente saliti alla ribalta, Ker-ris e Shan-leo sono arrivati nella storia alla fine di Angelo Tecnologico, diventanto poi più importanti e co-protagonisti di Kol-ian e il suo equipaggio nei libri successivi.

KER-RIS: Sono il cognato di Kol-ian. L’ho visto cambiare da adolescente imbronciato a giovane ferito ma magnifico, e lo ammiro per il suo coraggio. Mi ha fatto del male per conto della sua famiglia, ma mi ha anche liberato dal loro controllo mentale.

SHAN-LEO: Zio Kol-ian è il migliore! Sapevo che era la nostra unica speranza!

KER-RIS: Tu cosa? Perdonate questo decenne chiacchierone, mio figlio non sa comportarsi.

SHAN-LEO: Dovevi educarmi tu, padre! Se non fossi stato così inebetito e sotto controllo mentale per tutta la durata della mia vita, te ne saresti accorto!

KER-RIS: Sì, va bene, sono sveglio, adesso, quindi smettila. E di chi era la speranza, Kol-ian?

SHAN-LEO: Ho detto a nonno Uwe-yuri che eri sotto conrollo mentale e doveva andare a cercare Kol-ian per liberarti. Peccato che Gaurishankar lo abbia ucciso, ma poi Kol-ian ti ha liberato lo stesso.

KER-RIS: Uhm… Va bene, questa te la passo. Smettila di essere così saggio, però, mi serve un figlio, non un fratellino saccente.

SHAN-LEO: *ridacchia* Sì, padre!

matrimonio di Ker-ris e Lin-sun

matrimonio di Ker-ris e Lin-sun

KER-RIS: Ahem… dicevo! Ho sposato Lin-sun undici anni fa e mi hanno iniettato un dispositivo di controllo mentale nelle vene durante la prima notte di nozze. E io l’amavo. Ma i Vaurabi erano fissati col controllo, salvo Kol-ian, naturalmente. Sono contento che Shan-leo sia più come lo zio che come la madre.

SHAN-LEO: Grazie, padre. Sono felice di averti al mio fianco finalmente!

KER-RIS: Prego. Comunque la nostra storia e il nostro coinvolgimento con Kol-ian inizia in Angelo Tecnologico e continua in Legame Mentale dove scoprirete il dono della mia famiglia che mio figlio ha chiaramente ereditato o non sarebbe così furbo. Sì, tutti i Sire sono telepati, ma non tutti i Sire possono creare legami mentali. Qualcosa di bellissimo ma mortale se usato nel modo sbagliato, una lezione che ho imparato a mia spese. Adesso vi lasciamo conoscere un altro gruppo di personaggi della serie…

SHAN-LEO: Non diamo tregua all’autrice finché non finisce di scrivere tutta la nostra storia!

Anche se Star Minds Next Generation non è ancora tradotto in italiano, li ho presi in parola! Intanto questi sono gli ultimi membri della squadra di Kol-ian in ordine di apparizione. Con loro lui decide di distruggere la sua potente famiglia.

Mya_resizeMYA: Il mio nome è Mya Lylestar, di Gweltaz, ed ero un comandante della Polizia Galattica finché non ho incontrato la Falstelo. Erano fuorilegge (mercenari, contrabbandieri, cacciatori di taglie, hacker, assassini) e ho cercato di arrestarli. Ho catturato Gaurishankar e ho avuto un incontro spiacevole con l’uomo che lo ha trasformato in pantera mannara. Poi i suoi amici hanno liberato Gaurishankar e si sono messi a caccia di me e lo scienziato pazzo. Sono stata sorpresa di trovare Kol-ian sulla Falstelo e non ci ha messo molto a convincermi a passare dalla sua. Sono sorpresa che il resto del suo equipaggio non è riuscito a scoprire chi fosse finché non è stato troppo tardi…

C’ELL’ANDY: Sono la guardia del corpo di Kol-ian. Lo proteggo da quando è nato. Un incidente mi ha portato via la parte inferiore del corpo quando Kol-ian aveva sei anni, perciò ho una protesi – un corpo da cavallo. Sono un cyborg come Maela, e un centauro tecnologico, il che può aver dato a Kol-ian l’idea delle ali artificiali. Ho perso le sue tracce quando è scappato da Marc’harid, ma appena è stato riportato indietro, ero di nuovo al suo fianco. Mia figlia N’ell’onera è la guardia del corpo di Shan-leo, il nipote di Kol-ian. E’ ancora completamente umana, grazie a C’est’aran.

TYRO: Sono Tyro Megnaghy, dottore, specialista, scienziato buono. Sono di Serenaide e ho lavorato con e per i Sire da quando mi sono laureato all’Università Galattica. Mi dicono che sono un genio e i Vaurabi mi volevano nel loro programma di controllo mentale. Quindi la mia prima invenzione è stata uno scudo mentale per me stesso. Non ti trasferisci su un pianeta di telepati senza uno schermo mentale se vuoi tenerti qualche pensiero privato. E ho cercato di tenere nascosta la mia debolezza per Kol-ian, anche se probabilmente lui ha intuito i miei veri sentimenti. Comunque, sono colui che gli ha dato le ali. Ho fatto del mio meglio per riparare i danni, ma a un certo punto per lui è diventato impossibile tenerle. Ho anche disabilitato il dispositivo di controllo mentale di Ker-ris che era impazzito e lo stava uccidendo. Sono il dottore e l’esperto a cui si rivolgono, salvo che per i legami mentali. Non sono un telepate e su quelli non posso aiutarli. Per fortuna c’è Shan-leo…

Mya e Maela prima della trilogia (Star Minds Frammenti)

Mya e Maela prima della trilogia (Star Minds Frammenti)

Star Minds in italianodisegni di Barb