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Mi hanno chiesto di elaborare su quanto fatto per il workshop, quindi ecco un breve riassunto delle varie storie che ho scritto per le antologie dai temi diversi quanto vari.
La prima storia in realtà l’ho scritta almeno due volte (senza contare i tentativi falliti, circa quattro), e l’ho spedita la domenica, del tutto insoddisfatta (e i commenti degli editor mi hanno confermato che non era adatta al genere prescelto).

Però così ho due storie ambientate nel presente, d’estate, in Toscana, che prima o poi tradurrò. In una ho citato il Pascoli dato che la protagonista quindicenne guarda le stelle cadenti (e ho cercato una traduzione in inglese su internet, ma probabilmente avrei dovuto chiedere il permesso, quindi meglio così!) e l’ho ambientata in Garfagnana una sera d’agosto, l’altra sono cinque giorni di agosto a Massa Carrara. Dovevano essere “romantic suspense” ma mi sa che sono solo romantiche. Più o meno.

Scrivere rosa o giallo non è il mio forte. Non leggo più rosa (overdose negli anni 80) e non ho mai letto molti gialli, quindi se voglio esplorare quel mercato urge leggere in quel campo e magari fare un corso online. Ma per ora ho i miei progetti di fantasy e fantascienza, per cui soprassiedo.

Le altre sono state molto più rapide e indolori, nonché divertenti. La storia di furto l’ho ambientata nell’universo di Star Minds, e ho intenzione di riscriverla da un altro punto di vista. L’oggetto rubato era un battery-operated boyfriend (B.O.B.) che se mi suggerite una traduzione sono contenta. Magari lo chiamo solo “robot da letto”, ma l’acronimo così non funziona…

Il portale conduceva alla Terra d’Argento originale della mia infanzia, ma non hanno gradito. Speravano ci fosse del marcio sotto. Non nel mio mondo ideale di bambina, mi dispiace. Il marcio lo lascio al mondo reale.

Poi c’era la storia che facesse sentire amore, e ho scritto una meta-storia perché, appunto, in questo momento sono aromantica totale e scrivere storie d’amore proprio non ci riesco. Neanche tra animale e padrone, genitori e figli, niente. Nessun tipo di amore mi è venuto in mente se non una discussione sull’amore, dove però non c’era una storia.

Per le eroine improbabili avevo scelto un’introversa che si mette in casa degli estranei per fare un piacere al suo istruttore di ballo, ma non è stata gradita. E poi c’era la storia di spie, che ho deciso di scrivere più lunga perché in effetti era più di un racconto (anche se non è un romanzo).
Quindi appena finisco la storia di Saif, mi rimetto sulle due storie che voglio rivedere e correggere. Le altre le mando direttamente all’editor per futura pubblicazione. Infatti non ero autorizzata a far leggere a nessuno le storie prima di spedirle, quindi tra orrori di stompa e di grammatica sono molto contenta di non essere finita tra gli “incubi dei copy-editor” come altre storie!

I commenti comunque sono stati positivi, solo che la storia non reggeva o non era adatta al tema dell’antologia o… o… o. Qualche “forse” ma molti “no”. Pazienza, ci riproverò fra qualche anno, se fanno ancora questi workshop!

Ora cercherò di finire la traduzione di Bello e Impossibile… per una pubblicazione a fine mese o ad aprile!

 

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