Tag

, , , ,


Dunque, a ottobre ho fatto un giretto in Rajasthan con l’unico tour operator che mi faceva passare da Chittorgarh con un viaggio di gruppo, dato che non ho trovato volontari per un viaggio su misura. Prima o poi riuscirò a ripercorrere le tracce dei miei vampiri indiani, ma come primo assaggio non mi lamento!

Ora Shafali, che ha fatto le copertine di Scambi di Corpi, è anche la copertinista ufficiale della serie di vampiri e ho avuto l’onore e il piacere di incontrarla, trascorrendo qualche piacevole ora con lei in quel di Delhi/Noida a ottobre prima di partire per il mio tour del Rajasthan alla scoperta delle terre di Rajveer il vampiro… I Grandi Regni: Rajasthan e Agra

Per quanto riguarda l’ispirazione avuta in viaggio, riguarda per ora libri che non ho intenzione di tradurre a breve, ma ve li racconto lo stesso. Prima di partire avevo scoperto che la Tor è aperta all’invio di racconti lunghi (novellas) fantasy ambientati in mondi non-medievali, quindi ho pensato subito ai miei regni del sud, ispirati a India e Persia…

Quindi per tutto il viaggio dato che ero nel paese delle katar (daghe) e delle talwar (spade), ho pensato alla storia per la Tor, un prequel di Kilig la Spada, sui fondatori della gilda degli assassini di Godwalkar di cui lui è membro. Se faccio in tempo, scrivo anche la storia di Saif prima di incontrare Kilig, ma probabilmente quella non la mando alla Tor… dato che Saif è inequivocabilmente innamorato del suo stesso sesso!

p_20161011_104921

Qutub Minar – Delhi

Ovviamente a Delhi ho immaginato di vedere Kol-ian sotto la luna, appollaiato in cima al minareto del Qutub Minar! Che poi a Delhi ci è passato pure Shan-leo e perfino la figlia di Shan-leo nel 2046! 😉

E poi, ho preso appunti per la serie di vampiri attraverso i secoli, decidendo perfino dove avverrà lo scontro tra Europei e Asiatici – Chittorgarh, naturalmente, dove è nato Rajveer e dove inizia la serie all’inizio del 1300 – nonché acquistato libri in inglese per poterne scrivere meglio, dato che devo ancora studiare il periodo tra il 1585 e i giorni nostri.

Quindi tutto sul Regno di Mewar, Chittorgarh e perfino viaggi attraverso il deserto del Thar con resoconti dal 1600 ai giorni nostri (incluso R. Kipling), da aggiungere al mucchio dei tascabili che avevo preso a Londra ad agosto.

Kirti Stambh (XXII sec) - Chittorgarh

Kirti Stambh (XXII sec) – Chittorgarh

Tra l’altro la guida ha fatto una deviazione per portarmi alla Kirti Stambh, che probabilmente non era sul percorso, ma gli avevo detto che Rajveer è andato via da Chittor prima della costruzione della più famosa Vijaya Stambh…

Poi ho preso appunti per il libro di Shashank (il “figlio” di Rajveer), Solveig (la vampira vichinga), Romeo (il vampiro del Casentino del 1200) e Yao Shu (il cinese della corte di Kublai Khan, perché Kaylyn e Bran vanno in Cina con i fratelli Polo).

Tornata a casa ho riguardato il film di Bollywood La sposa dell’Imperatore (Jodhaa Akbar) per l’ennesima volta, cercando di ritrovare i posti visitati (lei è la principessa di Amer e hanno girato all’Amber Fort di Jaipur le scene di casa sua, mentre il palazzo di Akbar la guida mi ha detto che è stato girato quasi tutto a Fatehpur Sikri, e non al forte rosso di Agra).

Poi ho guardato Bajirao Mastani sull’impero Maharata (1700) e anche lì, Mastani veniva dall’Amber Fort di Jaipur ed era bellissimo sentir dire continuamente “talwar” nei dialoghi (hindi) quando parlavano di spade (che erano indubbiamente talwar, da non confondere con sciabole, shamshir e altre spade curve).

img_3682

talwar/tulwar e altre spade

Che ci posso fare, ho una passione per le armi bianche e un odio profondo per la polvere da sparo… Infatti per poco mi perdevo delle katar perché dalla porta si vedevano solo fucili! 😉

Ho ammirato le fortezze e i palazzi, ma quando potevo evitavo i templi, soprattutto quando non solo dovevi andare scalzo, ma erano ammesse solo borse piccole e c’era la tassa del turista per fare foto… l’ho pagata volentieri al forte di Jodhpur, ma per un tempio jainista no!

Purtroppo faceva tanto caldo – e non mi dite che è caldo secco, a Bikaner c’era quello umido e mi sembravano esattamente uguali. Per cui le regole per viaggiare in India sono (voce da Fight Club):

La prima regola per viaggiare in India è: non girare mai senza una bottiglia d’acqua.

La seconda regola è: non girare MAI senza una bottiglia d’acqua.

La terza regola è: resta attaccata al gruppo.

La quarta, non parlare con estranei a meno che non siano bambini o famiglie che chiedono “Can I selfie with you?”

Per il resto ho speso poco perché non sopportavo come ti si appiccicavano appena mettevi piede in un negozio – e sono andata anche a un centro commerciale a Noida con la mia amica, negozio tipo Zara o OVS, niente, ti venivano dietro con proposte che neanche lei gradiva e siamo uscite subito! 😦

Ho anche visto un bel po’ di tramonti (sulle strade, sulle dune, o sui palazzi, uno anche sul lago Pichola) e mi sono divertita a cercare i cartelloni delle pubblicità degli attori di Bollywood, soprattutto Hrithik Roshan, in tutte le città.

Barb & Hrithik Roshan - Delhi

Barb & Hrithik Roshan – Delhi

Non sono stata particolarmente colpita dal Taj Mahal (il Baby Taj a cui si ispira è molto più carino) e la macchina fotografica ha dato forfait dopo 2500 foto a Fatehpur Sikri, quindi le ultime tappe (Agra) le ho fotografate con lo smartphone, arrivando a 450 – in genere facevo due o tre foto con lo smartphone da postare su Facebook, ma alla fine funzionava solo quello.

Ci tornerò? Prima o poi, se riesco a organizzare il famoso giro personalizzato… magari riuscendo ad andare in dicembre o gennaio quando fa meno caldo!

 

Annunci