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E’ ben nota la creatività delle distribuzioni cinematografiche italiane nel ribattezzare i film stranieri con titoli improponibili che non c’entrano niente con l’originale. Peggio che mai quando a film americani ridanno un titolo in inglese che non c’entra nulla con l’originale (ben noto il caso anni ’80 di Vision Quest ribattezzato Crazy For You solo perchè conteneva la canzone dell’allora astro nascente Madonna – che poteva pure aiutare nel lancio, ma in realtà dava un’idea sbagliata del film).

E’ ben noto anche che evito di andare a vedere film stranieri al cinema (il che significa che non ho messo piede in un cinema romano dal novembre 2010 quando ho visto Il mio nome è Khan al Nuovo Olimpia), ma in edicola tengo sempre d’occhio i DVD in uscita… e stamattina ho trovato La notte non aspetta 2 – strade violente, presentato come “il seguito di La notte non aspetta“. EH?!?!?!?! Urge consultare San Google!

Pure in cofanetto doppio??? OK, grazie Wikipedia per la spiegazione. (Comunque sempre notevole la creatività nel “sottotitolo” perchè gli italiani non sanno qual’è Motor City, neanche i proprietari di macchine Ford, immagino…). Va bene, stavolta è colpa proprio degli americani, ma come pensano di vendere come sequel un film ambientato in un altro posto, non tratto da un racconto e con diversi interpreti e regista? Mah.

Si è capito perchè ho lasciato perdere la conquista di Hollywood, vero? Poi si lamentano della carenza di sceneggiatori. Ma faranno la fine degli editori tradizionali, quando i filmmaker cominceranno a girarsi i film da soli e metterli su YouTube. Prima la musica, poi l’editoria e alla fine il cinema. La rete cambierà il mondo, togliendo il potere ai pochi che per ora hanno il monopolio in questi campi.

E i consumatori (lettori, amanti della musica o del cinema) finalmente potranno leggere, ascoltare o vedere quello che vogliono, senza dover sottostare alle regole delle multinazionali dietro a ognuna di queste arti (e ogni multinazionale ha un ramo in ognuna), scoprendo artisti veri che “loro” (che vogliono solo fare tanti soldi tutti insieme) non lasciano entrare.

A meno che non siano tutte pecore che continuano per la loro strada senza guardare più in là del proprio naso… Cosa che è venuta fuori in discussioni sugli e-book, da cui si deduce che i titolari di tablet/e-reader/smartphone eccetera si rivolgono solo al loro “gestore” e non guardano più in là. Penso di essere l’unica possessora di Kindle che compra quasi tutti gli e-book su Smashwords (salvo quelli degli autori cretini che danno l’esclusiva a Amazon, che tra l’altro è pure più cara, sia per l’autore che per il lettore)…

Va be’, che io sono una pecora nera fuori dal gregge si sa. Leggo indifferentemente su Kindle e su carta, ascolto indifferente musica in MP3 o CD, compro quasi esclusivamente DVD all’estero e viaggio. Meglio che smetto di dissertare e vado a rileggerre il prossimo romanzo che uscirà in settimana, va’. Prossimo annuncio – nuova uscita! 🙂

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