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Ringrazio il buon Fulvio per il link che è un ottimo riassunto delle cose che sto leggendo in inglese (al momento non ho sottomano il link a un simile post in inglese) e mi risparmio di tradurre – ovvero paralleli tra il mondo musicale e quello editoriale.

La giustissima analisi di Giacomo Brunoro mi pare un po’ sbilanciata solo su un punto: parla dei fan della musica, ma non dei “fan” degli scrittori, cioè i lettori.  Si parla dei fan della musica, ma non di quello che vogliono i lettori. A loro non frega proprio niente di chi pubblica il libro. Conta il nome dell’autore o il genere (soprattutto nel caso di generi più di nicchia come fantasy o fantascienza).

E’ ovvio che gli editori (come le case discografiche) siano terrorizzati perchè la situazione sta sfuggendo loro di mano. Insistono sul loro controllo qualitativo, ma quanti libri pieni di orrori di stompa o altre cazzate sintattico-grammaticali hanno pubblicato – manco fossero autoprodotti? Se recensisco un libro pieno di errori, tendo a ignorarli se è autoprodotto, ma se c’è dietro un editore tradizionale (di quelli che pagano, non si fanno pagare), allora lo faccio presente.

Come lettore sono ben felice di non essere più limitata nelle mie scelte dai “gusti” (leggi: tentativo di fare soldi col lavoro altrui) degli editori.

Come autore sono ben felice di perdere un misero guadagno per avere la “validazione” di un (obsoleto) editore tradizionale – che magari ha un editor che sa i congiuntivi meno di me. Se devo essere una dilettante allo sbaraglio, almeno guadagnare il 35-70% sulle mie scarse vendite invece della miseria che danno loro! 😉

Passare da fanzinara anni ’90 con giornaletti fotocopiati all’autoproduzione digitale odierna mi rende felice per questo nuovo mondo editoriale. Ora i miei unici giudici saranno i lettori. Che cominciano ad arrivare, alla spicciolata, ma arrivano.

Poi si potrebbe parlare di quei lettori che sono affezionati al libro cartaceo e alle librerie… ma con tutti i nuovi gadget che ci sono in giro, non usate il vostro Sony o i-Pad per sentire la musica, usatelo per leggere! 😉 Ho già “corrotto” almeno due amici quando ho presentato loro Mr.Kindle, ricevendo una serie di “non credevo! Non pensavo!” e almeno una ha detto che se lo regala per il compleanno (come del resto ho fatto io).

Non posso parlare per gli altri e-reader ma

1) il Kindle non dà minimamente fastidio agli occhi, è proprio come leggere su carta

2) si può aggiustare la grandezza dei caratteri, che per chi, come me, tende alla presbiopia (perchè la miopia non bastava…) è una mano santa

3) si possono trasportare fino a 1000 libri in un “tablet” più piccolo e leggero dell’i-Pad – per i grandi lettori dovrebbe essere un sollievo, non una fatica!

4) per chi viaggia è fantastico perchè, appunto, pesa poco, e avendo la connessione wi-fi, permette anche di consultare la posta (c’è un browser che non va solo sul negozio Kindle).

Almeno, queste sono le caratteristiche del modello che ho preso io su Amazon.com – che ha anche il text-to-speech, ovvero legge ad alta voce, ma solo in inglese (ho visto che sulla versione italiana, infatti, non c’è)! 🙂 e N.B. che a me il “touch screen” non piace, ho scelto apposta un modello dove si girano le pagine con un click! 😉

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