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Essendo stata presente all’evento del 2007 citato dal buon Fulvio – ma all’oscuro di tutto il resto della disquisizione – approfitto per postare un aggiornamento in lingua comprensibile per chi non può seguire il mio blog principale. Fermo restando (e Fulvio lo sa, penso) che per me la tecnica si acquisisce solo scrivendo, e non studiando sui libri o online o all’università o ovunque vi promettano di farvi diventare il prossimo premio letterario internazionale (con “Il gatto e la volpe” di Bennato in sottofondo)…

Era dunque il 2007. Come fosse il secolo scorso, purtroppo, almeno per gli Stati Uniti. Nel 2009 Amazon ha “inventato” il Kindle e sono esplose le vendite degli ebook. Non solo, ma sono diventati bestseller libri/film che secondo certi Pro (vedi Stephen King) sono scritti malissimo (si riferisce all’autrice di un certo vampiro, da alcuni definito pedofilo perchè va in giro a sedurre ragazzine minorenni). Il New York Times rifiuta di mettere nella lista dei bestseller gli autori indipendenti che sono nel Million Sales Club (1.000.000 di ebook venduti su Kindle. UN MILIONE, solo su Amazon, che non è l’unico rivenditore di ebook americano). Tra questi, il fenomeno Amanda Hocking che con 7 libri (credo che parlino sempre di vampiri…) ha venduto così tanto da ricevere un’offerta da uno dei Big Six (i grandi editori americani) che le ha offerto 1.000.000$ per pubblicare una sua serie di quattro libri – gli altri continuerà ad autoprodurseli su Kindle, che ha fatto la sua fortuna (è un’altra milionaria sotto i 30 anni) nonostante le critiche di pessimo editing.

Gli agenti letterari stanno perdendo il lavoro in America. Presto gli editori andranno a cercare i prossimi bestseller tra gli autori indipendenti. E come faranno questi emeriti sconosciuti a emergere nel mare di ebook? Scrivendo. E poi scrivendo. E poi ancora scrivendo. Certo, c’è ancora chi dice che bisogna avere un blog e essere attivi su Twitter, Facebook e quant’altro, ma in realtà il segreto è uno solo. Lo scrittore scrive e pubblica. Scrive e pubblica. Quando ha cinque o sei romanzi più racconti a go-go (singoli e poi riuniti in collezioni), i lettori lo trovano. Più titoli in giro, più facilità di essere scoperti.

Certo, ci vuole tempo. Ma è un momento bellissimo per gli scrittori prolifici che non si perdono in eterne riscritture e vogliono semplicemente condividere una buona storia col resto del mondo. E’ un momento bellissimo anche per i lettori più esigenti che non trovano nulla tra le offerte degli editori tradizionali, perchè magari amano storie più sperimentali o di nicchia su cui i Big Six non si sentono di investire.

Personalmente sono ancora in rosso, ma non prevedevo di guadagnare dal primo anno. Come dice il guru dell’autopubblicazione in formato elettronico Joe Konrath, un ebook è per sempre. Molti autori pubblicati tradizionalmente stanno facendo riuscire lavori andati fuori stampa in formato elettronico, o hanno ripreso serie interrotte dall’editore tradizionale perchè “non vendeva abbastanza”. Quindi pure io avanzo imperterrita e decisa. Prima o poi i miei 5000 lettori anglofoni (sparsi in tutto il mondo, su 7.000.000.000 trovarne 5.000 con i miei gusti non dovrebbe essere poi così difficile…) mi troveranno. Uno alla volta, coltivato con uscite regolari finchè non si sparge la voce…

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