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E siamo giunti all’ultimo post… tra qualche giorno l’intero blog verrà cancellato dalla faccia della… rete. Che dire, è stato bello finchè è durato.

Chiudo con la recensione di Alia Italia 2.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Arona: il tono ironico del narratore mi ha tenuta incollata per tutto il racconto, meno horror del solito, perciò grazie, Danilo, molto carino! 🙂

Catani: racconto eco-solidale, che se non fossimo tutti Mitridate saremmo già tutti al creatore. E’ vero che mangiamo veleni e siamo circondati da veleni, ma non ce ne accorgiamo…

Citi: un mondo dove è vietato leggere e scrivere… non fa per me! 😉 Altro che Farenheit 451 (che non ho letto, ehm ehm…), fantascienza possibile su un altro mondo… ma anche nel nostro futuro!

Defilippi: la citazione iniziale di Montale dice tutto: “E ancora ignoro se sarò al festino farcitore o farcito”…

Giorgi: mi sembrava di guardare Matrix Reloaded e la Guida Galattica dell’autostoppista (la risposta è 43, no?)… i racconti pseufo-filosofici non fanno per me, mi ci perdo! 😦

Lanza: racconto fantastico molto brillante per via della voce della protagonista 14enne. Nostalgia dei romandi di Brunella Gasperini in quello stile, sigh.

Lastrucci: un minotauro responsabile della tecnologia? Perchè no… l’urban fantasy non parla solo di vampiri e licantropi, suppongo!

Mana: Moby Dick versione fantascientifica che un po’ mi è sfuggita, nel senso che non l’ho capita più di tanto, ma sono tecnofoba e sono certa che in realtà è un ottimo racconto di fantascienza! 🙂

Marenzana: riconoscere un serial killer dall’odore, un’ipotesi interessante. Un esperimento militare un po’ impazzito, ma non del tutto negative.

Sciallis: dialogo a due, chiamate l’esorcista, anche se temo che sia troppo tardi.

Soumarè: un vampiro e una donna volpe contro i mostri del Giappone… mitico! (però, Massimo caro, Louis non me lo toccare, è l’unico vampiro che mi piace! ;-))

Treves: nuove cronache marziane. Ammetto che qua e là mi sono persa nella complessità del mondo La-sù. Ma, come nel caso Mana, è un problema mio, non dell’autrice.

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