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Che bello, leggo un libro che non è più disponible presso l’editore… va be’, lo recensisco lo stesso! Se fate un giro in Garfagnana, ce lo hanno alla biblioteca di Castelnuovo (e probabilmente nelle librerie)! 😉

Finalmente un romanzo romanzo ancorchè storico, ma conunque non di genere, scritto da un autore dell’età di Brunella Gasperini (se fosse ancora viva) e che mi ha dato più o meno le stesse emozioni – il ritratto di un’Italia che non c’è più.

L’ultimo conte di Mongalfonso è nato negli anni 20 del XX secolo e morto all’inizio del XXI. Dalla seconda guerra mondiale iniziano le tragedie di questo gentiluomo d’altri tempi, narrate con garbo e saggezza da un altro gentiluomo più o meno su coetaneo e altrettanto innamorato della Garfagnana.

Mia nonna era Garfagnina e la “casa di Garfagnana” mi sta sicuramente nel cuore più delle altre, tuttavia raccomando questo romanzo anche a chi non ha mai messo piede sulle Apuane. Amori e corna, morti e misteri sicuramente coinvolgeranno il lettore nel simpatico stile assai poco letterario dell’autore. Sarà per quello che mi è piaciuto? Perchè c’era una storia, dialoghi, azioni, ma anche riflessioni senza tanti ghirigori linguistici o altri artifici dell’alta letteratura? Perchè piacerebbe anche a me scrivere storie così, spedie dell’Italia che sta svanendo man mano che svaniscono questi arzilli ottuagenari?

Sono nata troppo tardi. Il mondo di adesso non mi va proprio di scriverlo. Perciò me ne torno al mio fantasy, senza più pensare ad adattamenti vari (teatrali o cinematografici) di storie altrui che sono belle perchè scritte da qualcun altro nel modo giusto (o anche di storie mie per le quali non piovo più entusiasmo).

Torno a leggere in inglese (fino al prossimo Alia). Intanto, se ci riuscite, reperite questo romanzo e godetevi la storia dell’ultimo conte di Montalfonso. E fate un giretto in Garfagnana. Per le strade di Castelnuovo ci ho passeggiato anch’io parecchie estati della mia vita.

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