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Jessamine di Barbara G.Tarn (primo episodio qui)

 

L’uomo senza volto e con le cicatrici sul petto la prese tra le braccia e la strinse forte. I suoi baci avevano uno strano sapore. Jessamine si svegliò eccitata dal sogno sensuale che le aveva ricordato il Rito.

Decise di andare a trovare il padre per dare un’occhiata agli altri occupanti dell’Appartamento della madre. Raggio era il più vecchio, e aveva dato alla Regina sia Carino, diciassette anni prima, che Jessamine. Era biondo e ancora piacente e la principessa aveva ereditato i suoi occhi chiari. Carino invece era proprio la copia più giovane del genitore, aveva lo stesso irresistibile sorriso conquistatore.

Poi c’erano stati altri uomini e altri figli per la Regina Shanta. Jessamine salutò quelli che conosceva e passò a osservare con curiosità i più giovani dell’Appartamento. L’ultimo arrivato aveva vent’anni e lo sguardo sicuro di chi aveva raggiunto lo scopo della sua vita: essere il Favorito nell’Appartamento della Regina era un onore a cui molti aspiravano. Ma nonostante fosse il più giovane e il più bello, Jessamine distolse subito lo sguardo, infastidita, e passò a studiare gli altri.

Vide due occhi neri in un viso pallido, incorniciato da capelli corvini. Non era bello nel senso classico del termine, ma aveva qualcosa di misterioso e esotico che lo rendeva attraente. Lo sguardo di Jessamine scivolò lungo il collo nella scollatura della tunica e intravide delle piccole cicatrici sul petto glabro. Il cuore sussultò.

– Come ti chiami? – domandò avvicinandosi incuriosita.

– Notturno – rispose lui con voce bassa e sensuale.

– Quanti anni hai?

– Venticinque.

– Dove ti sei procurato quelle cicatrici?

Lui si coprì la scollatura con una mano, sorpreso.

– Nell’arena – rispose dopo un attimo di esitazione.

– Allora sai combattere – dedusse lei. – Sai usare le armi.

Lui annuì, incerto.

– Voglio un maestro – disse allora lei. – Ti richiederò a mia madre.

Lui si inchinò senza fiatare e lei se ne andò molto soddisfatta.

 ***

– Lo hai trovato? – trasecolò Ileana. – E lo hai detto a tua madre?

– Certo che no – rispose Jessamine maliziosa. – E’ un ex gladiatore, l’ho richiesto come maestro d’arme. Ancora nemmeno lui sa che l’ho riconosciuto.

– E com’è? – volle sapere Ileana. – Non è vecchio?

– Uffa, con questo “vecchio”! – sbuffò Jessamine. – E moro e tutto il contrario di Carino, e con ciò? Sarà il padre dei miei figli, ho deciso.

– Ah, be’, se hai deciso… – Ileana era un po’ delusa. – Quando cominci l’addestramento alle armi?

– Domani – rispose la principessa assorta. – E domani sera…

Sorrise, carica di aspettative. Ileana sospirò.

– Vorrei farti cambiare idea – brontolò. – Ma so già che è inutile.

– Appunto – tagliò corto Jessamine decisa. – Goditi Carino e lasciami in pace con Notturno.

*** 

– Ti manca un po’ il fiato, principessa – osservò Notturno severo. – Forse dovrei farti riscaldare di più.

– Vuoi dire stancare inutilmente? – sorrise Jessamine. – Scemo, non lo capisci che sei tu che mi lasci senza fiato? Lo so che eri tu durante il Rito, non negare, sono venuta a cercarti apposta.

Lui era rimasto a bocca aperta, ma si riprese.

– Avrei dovuto capire che c’era sotto qualcosa – disse serio.

– C’è che ti voglio, e voglio solo te – rispose lei decisa.

– Hai provato altri uomini? – domandò lui.

– Non ne ho nessuna intenzione – assicurò lei scuotendo la testa. Buttò le armi da esercitazione e gli mise le braccia intorno al collo, sollevandosi sulle punte per arrivare a sfiorargli le labbra con le sue.

– Adesso non hai la maschera – mormorò premendoglisi contro. – Fammi vedere che sai fare con la bocca.

Lui inghiottì, incerto, poi la abbracciò stretta, affondandole la lingua in gola. Jessamine sussultò, poi si abbandonò esilarata a quelle nuove emozioni, ricambiando il bacio con tutta la passione che aveva dentro.

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