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  Jessamine

 di Barbara G.Tarn

1. Notturno

 

– Tu che l’hai fatto, come è stato? – domandò Jessamine mentre Ileana l’aiutava a indossare la tunica bianca.

– Magnifico, tuo fratello è stato dolcissimo – rispose l’amica. – Certo, sapevo chi era e tutto, ma penso che se ti rilassi e lasci fare a lui, il Rito non sarà così terribile.

– E se mi piacesse e volessi rivederlo, come posso riconoscerlo? – Jessamine corrugò la fronte, preoccupata.

– Osserva il suo corpo, Jez – suggerì Ileana. – Vedi se ha qualche segno di riconoscimento. Viene sicuramente dall’Appartamento di tua madre, puoi sempre andarlo a cercare lì.

Jessamine si morse le labbra, poi approvò con un cenno della testa.

– Come sto? – domandò, rigirandosi preoccupata.

– Sei bellissima, come sempre, principessa – assicurò Ileana maliziosa. – Ora devo lasciarti, perché tra poco lui verrà. Ti auguro una magnifica notte di Rito.

– Grazie – disse Jessamine turbata. Andò a distendersi sul grande letto, assorta. Quattordici anni a studiare intensamente per imparare a essere una buona regina, e non era riuscita a dedicarsi agli uomini come avrebbe voluto negli ultimi tempi. Anche lei avrebbe voluto scoprire il sesso in contemporanea alla sua amica Ileana, ma come principessa ereditaria non le avevano lasciato un attimo di respiro. E ora finalmente le toccava il Rito. Nulla di terribile, visto che era una conoscenza che bramava da mesi, ma avrebbe gradito poter scegliere il compagno e il luogo, senza dover sottostare alle rigide regole dell’iniziazione forzata. Pazienza. Era abbastanza matura da capire che come futura Regina delle Amazzoni aveva più doveri che diritti.

A volte invidiava la sua amica d’infanzia Ileana, che stava studiando per diventare guaritrice. Ileana aveva più tempo libero per se stessa. Jessamine doveva annullarsi per il suo popolo e a volte questo le pesava un po’. Altre volte invece era magnifico. Poter guidare la sua gente verso un futuro migliore era la sua massima aspirazione.

Sua madre, la Regina Shanta, era molto fiera di lei, perché era così coscienziosa. Riteneva che avrebbe dovuto essere forte, perché i regni governati dagli uomini premevano ai loro confini, anche se c’era di mezzo il mare: un giorno quei re potevano decidere di imbarcarsi e tentare di sottomettere le Amazzoni, ma Jessamine sarebbe stata pronta a riceverli.

“Sarò pronta, anche stasera” si disse decisa, arrotolando una ciocca di capelli castani intorno al dito. Cominciava a essere impaziente.

Quell’ala del palazzo era silenziosa. Tutti rispettavano il suo bisogno di tranquillità. Si distrasse a guardare i rozzi arazzi erotici sui muri: erano curiosi, ma non molto eccitanti. Un filo di brezza serale mosse le tende della finestra, poi svanì. Jessamine cominciò a sentire caldo.

Finalmente la porta si aprì di nuovo e lui entrò, con la tradizionale maschera di legno che gli copriva al testa. Occhi neri, poi Jessamine distolse lo sguardo dal volto nascosto. Inutile tentare di identificarlo da quello.

Lui si spogliò con un gesto fluido. Lei ammirò i pettorali glabri senza osare abbassare troppo lo sguardo. Notò delle cicatrici e cercò di imprimersele nella memoria. L’occhio le cadde sulla virilità e risalì precipitosamente a studiare le cicatrici mentre il cuore accelerava i battiti.

Lui le venne sopra e le sfiorò il viso con una carezza. Jessamine chiuse gli occhi, senza fiato. Immaginò un prato verde e lui bellissimo, e si lasciò andare. Le gambe si aprirono spontaneamente ad accoglierlo, e si eccitò ulteriormente nel sentirlo ansimare dietro la maschera.

Vennero insieme e lei si lasciò sfuggire un piccolo gemito di soddisfazione. Ileana aveva ragione, anche con tutte le restrizioni imposte dal Rito, era piacevole.

Lui si ritirò con un’ultima carezza, lasciandola sognante.

 ***

– Allora, com’è andata? – domandò Ileana eccitata. – Ti ha fatto male?

– Per niente – assicurò Jessamine. – E’ stato molto bravo. Sto pensando di rintracciarlo e farmelo dare per cominciare il mio Appartamento.

– Oh, Jez! – protestò Ileana delusa. – Se è così esperto sarà un vecchio! Tu puoi avere tutti i bei ragazzi che vuoi!

– Lo so – sospirò Jessamine. – Eppure lui mi dà sicurezza.

– Ma non lo hai visto in faccia, non conosci la sua voce!

– Proprio per questo vorrei conoscerlo. Il suo corpo raccontava una storia affascinante.

– Dea! – sospirò Ileana. – La principessa sei tu. Ma fossi in te, io almeno una prova col figlio di un’Aristocratica la farei.

– Ile, tu hai messo gli occhi su mio fratello, che è il più carino della corte – ribatté Jessamine maliziosa. – Io dove lo trovo uno così?

– Be’, ci sono altri – insisté Ileana arrossendo. – Voglio dire, tuo fratello non è mica l’unico, anche se fa Carino di nome, altri lo sono di fatto!

– Ci penserò – concesse Jessamine con una smorfia. – Ma se sono rimasta incinta durante il Rito, voglio conoscere il padre di mia figlia.

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