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L’ho scelto perchè era il meno “corposo” e avevo un tempo limitato per leggere. Trattandosi di una raccolta di racconti, è bene far passare un po’ di tempo tra l’uno e l’altro, perciò servono più giorni che per un romanzo…  Quindi qui si parla di quello che sul sito è Alia 2007 Giappone.

Che dire… il fantastico giapponese sembra interessante e molto più onirico del resto, MA ammetto che non sono una grande lettrice di fantastico, quindi finchè non confronto con gli altri volumi della serie, non sono forse la più adatta a fare simili confronti! 😉

Ammiro la capacità di traduzione da una lingua così difficile per me, che certo ha anche una struttura linguistica diversa dalle lingue europee. Certo la cultura così diversa ha costretto il nostro eroico traduttore ad aggiungere molte note al termine di ogni racconto (e io ero molto contenta ogni volta che “prevedevo” il significato della nota – es. il nome giapponese di Gozzilla! ;-)).

La mia esperienza di cultura giapponese si limita a manga (tradotti in italiano, francese o inglese) e anime (come sopra) + la traduzione (inglese) della storia infinita di Ai No Kusabi, che l’autrice sta riscrivendo e che è arrivata al volume 6 senza che si veda la vine (e io avevo i due OAV tratti dal romanzo negli anni 90)… Quella è fantascienza (shounen ai è per i manga, per i romanzi come si chiamano?), questo è più surreale, con molti fantasmi o spiriti (molto carino l’episodio di possessione), qualche racconto ambientato nel passato del giappone e esempi di scrittura sia maschili che femminili – data la mia incapacià di distinguerli dal nome e la mia pigrizia di andare a riguardare le dotte note biografiche, ammetto di non aver notato grosse differenze… Qualche racconto era più sensuale, qualche altro più “pauroso”, comunque è stata una lettura piacevole. Immagino che comunque le idee si siano un po’ mischiate…

Da settembre vedrò di attaccare gli altri volumi…

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