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Approfitto del post dell’esimio Davide Mana per rispondere da qui, non perchè lui abbia chiuso i commenti sul suo, ma perchè almeno ogni tanto scrivo qualcosa di creativo e originale su questo blog dimenticato dall’autrice (che è coperta di “blog awards” nell’altro e qui non sa mai che dire). Egli disquisisce sul volume Be The Media, e poichè sono io che ne ho comprate due copie (di cui una è quella che è arrivata a lui), mi sento in dovere di dire la mia.

Ho scoperto il suddetto libro tramite la newsletter di Mark Stolaroff della NoBudgetFilmSchool (che nel libro segue la parte del cinema indipendente, ovvero come girarvi il vostro film in proprio, dando perfino un budget per telecamere eccetera, in dollari, ovviamente) e quando l’ho letto, ho pensato di aver trovato il mio nuovo guru. Ho cominciato a bloggare proprio dopo aver letto quel libro.

Ma tanta acqua è passata sotto i ponti (non un anno, ma poco ci manca) e nel frattempo ho appurato quanto segue (fermo restando che tutto ciò che dice Davide è probabilmente giustissimo, ma è lui l’espertone per quanto riguarda il nostro paese): il sistema del sig. Mathison funziona a meraviglia soprattutto per i libri di non-fiction (non sono musicista nè filmmaker, perciò posso basarmi solo sulle sezioni riferite alla scrittura). Chiunque oggi giorno può andare su Lulu e pubblicare un How-to o altri libri per fai da te, troverà probablimente la sua nicchia di compratori, anche sconosciuti, visto che San Google manderà al suo negozietto virtuale chiunque cerchi qualcosa sull’argomento trattato.

Per i romanzi, purtroppo, non è ancora così. Aggiungeteci gli e-book in forte crescita tra Kindle, i-Pad, Sony reader e quant’altro, e sarà sempre più complicato per un romanziere emergere dalla massa. Editori e agenti anglofoni fremono per tutte queste nuove piattaforme “ruba-autore” (o meglio ruba-soldi, perchè gli autori possono cominciare a guadagnare in proprio un po’ di più), ma ancora non si sa come andrà a finire.

Mi sono cancellata dalle newsletter di David Mathison (che non mi ha dato nessun premio per aver acquistato due copie del suo libro) e continuo a “studiare” la rete, blog soprattutto, cercando di capire qual’è l’editoria del futuro. Certo ribadisco che il mercato italico non mi interessa… l’ho detto che sono un cervello in fuga, vero? 😉 ma anche quello anglofono non è che sia facile da infiltrare.

Grazie, Davide, per il commento al libro! Vado a ritoccare quel raccontino per una rivista anglofona formato elettronico E *gasp* podcast (che certo non mi registro da sola, se anche vengo selezionata, troveranno loro qualcuno per leggere il mio fantastico racconto ad alta voce, haha!), anche se i racconti non sono il mio forte… forse è meglio se mi rimetto sui romanzi, mentre aspetto che Lulu – anzi, le Poste Italiane mi consegnino i volumi di SKYBAND stampati, così posso metterli a disposizione del pubblico, grrrrrrr! ODIO L’ESTATE!!! 😦

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