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Linus recensisce “il Mumin ritrovato”. Il che mi risveglia tanti bei ricordi, di quando vivevo in un paese civile (anche se con 6 anni di elementari, il che mi ha costretto a passare alla scuola del paese vicino e attraversare la frontiera tutti i giorni).

Alle elementari francesi (Paris) venivano consegnate delle medaglie (e bacchettate sulle mani con quelle righe quadrate in caso di errori). Alla scuola svizzera (Genève) si vincevano buoni da spendere in libreria (oppure la scenta tra tre libri per bambini). Così ho “vinto” alcune chicche che ancora oggi ricordo con piacere.

MuminUna di queste è stato “Un hiver dans la vallée de Moumine” – il copyright è degli anni 70, ma sembra solo il secondo libro della serie (il primo “Moumine le troll” viene riassunto all’inizio)… e il sig. Serra mi dice che la sig.a Jansson ha cominciato le storie dei Moomin negli anni 40. Va be’. Il libro è illustrato dall’autrice e il troll a forma di ippopotamo che si risveglia per sbaglio durante l’inverno mentre i suoi genitori continuano a ibernare è una storia molto carina – soprattutto per me che amo l’inverno, la neve e gli sci. Tanti personaggi fantastici e animali parlanti, ma non mi hanno disturbato a una rilettura adulta. Perciò il fumetto edito da Black Velvet è ora sulla mia lista degli acquisti, non appena vado a fare rifornimenti! 😉

L’altro gioiellino che ogni tanto mi rileggo con piacere andrebbe a ruba adesso, in teoria. Il protagonista ha 17 anni, perciò rientra in quel fantasy YA (young adult) che va tanto di moda adesso. “Le chevalier de l’impossible” deve affrontare sette prove per sedersi sul trono, e le sette prove ricordano molto i problemi del nostro mondo, che apparentemente già negli anni 70 aveva problemi di guerra, inquinamento, chiese itineranti eccetera. Chissà se lo hanno ripubblicato… ho pensato di modernizzarlo, ma dubito che potrei fare un lavoro migliore del sig.Terlouw.

Ho usato San Google per vedere se trovavo traccia nel presente… eccolo qui: a parte il titolo diverso (ma più fedele all’originale danese), hanno anche ribattezzato il protagonista! Stach è diventato Stark! 😦

Chissà se usa ancora nelle scuole svizzere ragalare buoni per i libri… chissà se i ragazzi e bambini leggono ancora… ogni tanto mi sorge il dubbio di no. Ma, lo ripeto, mi capita di prendere l’autobus in orari scolastici e ciò che sento mi fa venire i capelli dritti. Mi auguro che non siano tutti così decerebrati come quelli che incontro io.

No, sono sicura che ci sono dei gran bravi ragazzi, che ignorano le prese in giro se vengono chiamati “topi di biblioteca”! 😉 Io non ero una grandissima lettrice (mia sorella mi frega tutt’ora), ma i miei libri al Bibliobus li prendevo tutte le settimane. Solo che tendo a impararmi a memoria quelli che mi piacciono, cioè a leggere sempre gli stessi, quindi magari il numero di titoli è più basso per quello…

Buona lettura!

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