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Dopo un po’ di indipendenti americani, farò un’ammucchiata di giapponesi di mio gusto.

Tutto ciò che è disegnato da Ikegami (che usa lo stile di Hong Kong…), da Crying Freeman a quant’altro mi capiti a tiro in italiano, francese o inglese.

Tutto ciò che produce quel demente di Hojo, da Occhi di gatto a Angel Heart.

Video girl Ai era molto carino, ma le altre cose di Katsura un po’ meno.

Gli shojo non mi fanno impazzire (neanche ritrovassi Candy Candy, mi piaceva troppo il cartone animato per apprezzare il manga!), gli shonen ai mi hanno stufata subito.

Dato che il mio primo amore è stato Actarus, si può intuire che ciò che è venuto dopo non ha retto il confronto – anche leggere i manga di Go Nakai mi fa sorridere, ma non mi piace come sono disegnati.

Diciamo che nonostante tutto prediliggo i disegno un po’ più europei e meno “mangosi”, anche perchè sono cresciuta con le bédé francesi e Il Giornalino, quando Kimba il leone bianco e la Principessa Zaffiro erano sconosciuti in Europa.

Quello che mi piace dei manga è che (come le bédé) hanno vari target, quindi qualcosa che mi piace lo trovo prima o poi. E se le ragazze italiane sono mangofile, è perchè prima di Witch e affini non avevano nulla da leggere se non shojo… visto che i francesi non vengono tradotti! 😉

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