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I fumetti sono di nuovo su Lulu, insieme al romanzo e all’artbook. Perfetto. A parte il fatto che ho scoperto un bel po’ di gente scontenta di Lulu. Un articolo in inglese sull’autopubblicazione aveva nei commenti il suggerimento di googlare (belli questi neologismi da internet) “Lulu complaint” e in effetti esce fuori un bel po’ di roba.

A me va bene Lulu per ora. Non ci devo diventare ricca, e le cose me le ha stampate tutte bene. Però devo rimettermi in cerca per i romanzi in inglese, e quindi ho da studiare. Forse nel frattempo manderò una query alla DAW books, intanto che cerco una soluzione.

Il print-on-demand di Lulu mi va bene per ora per diffondere il nome. Ma quando voglio pubblicare le cose serie, mi serve qualcosa di diverso. Ho guardato Amazon (Booksurge è diventato Createspace e funziona più o meno come Lulu, però non ha i formati europei come A4 e A5), adesso cercherò altrove. Devo sempre trovare un editor anglofono.

I romanzi italiani saranno sempre e comunque su Lulu.  Al massimo ilmiolibro.it. Ne farò uscire un altro più in là, quando ho deciso cosa fare dei fantasy. Ne ho ancora due nel cassetto (anche di più se decido di editare i miei “decameron”, Storie di tutti i giorni che raccolgono tutti i racconti italici) per i prossimi anni. Non dico che ne scriverò di nuovi, perchè ora preferisco scrivere le cose sotto metafora fantasy, questo pianeta e questo secolo non mi piacciono abbastanza! 😉

Comunque, se qualcuno ha consigli, esperienze o altro da condividere sull’autopubblicazione, è il benvenuto…

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