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segue il post dal medesimo titolo di venerdì scorso… era solo il 2007!!! 😦

Aggiornamento. Nel 2008 sono andata a febbraio a un altro evento dello Sherwood Oaks al Beverly Garlands di Universal City (chiusa la pratica della co-sceneggiatura, tanto non era un granchè), a novembre all’Expo 7 (sempre con CS Open che è l’unico motivo per andare all’Expo), ma niente di concreto.

Stufa di correre appresso a queste chimere, ho deciso di rimettermi alla prosa e tornare al mio primo amore (fumetti). Anche perchè in questi tre anni nessuno dei tanti nuovi amici sceneggiaturi ha concluso nulla.  Inoltre sono un po’ stufa dell’ambiente (anche perchè leggo che ha difficoltà anche la mia musa – che è un A-list -, figurati se mi si filano a me!) .  Ho comunque scritto una sceneggiatura nuova da mandare alla Nicholl Fellowship il prossimo anno.

Ho anche appurato che spesso una sceneggiatura serve come “sample” e poi ti utilizzano per riscrivere gli altri… quindi non aspettarsi troppo da loro (anche per quello io sto rinunciando, odio scrivere le storie altrui!), anche se ti comprano la sceneggiatura, la faranno riscrivere a chi pare a loro e potresti non riconoscere il prodotto finale.

Poi quest’anno l’Expo ha fatto il CS Open online, così ho partecipato senza muovermi da casa (non ho fatto viaggi “di sceneggiatura” quest’anno, a parte un pomeriggio libero a San Francisco per incontrarmi con due amici prima di partire per il mio tour del Sud-Ovest: ho preso il punteggio più alto in assoluto (rispetto alle altre 3 volte che ho partecipato dal vivo), ma non sufficiente per passare al turno successivo (però con i complimenti del buon Jim Cirile).

Farò un ultimo tentativo con la Nicholl Fellowship il prossimo anno + una query letter a una casa di produzione, poi mi concentro su altre cose. Tipo autoproduzione (film, fumetti, romanzi, se suonassi, pure musica!) seguendo la mia nuova “bibbia” Be The Media.

Chiederò al curatore/autore David Mathison il permesso di tradurre i passaggi che interessano anche a noi, per poterci mettere in proprio alla faccia di editori, produttori e case discografiche – sempre per chi è anglofobo, gli altri investissero con fiducia i soldi per quel libro!

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