Primo: in inglese, non solo, ma in buon inglese. Possono essere più gentili se vedono un nome e indirizzo straniero, suggerendo di far rivedere e correggere da un madrelingua come è capitato a me, ma in realtà non basta conoscere un americano per fargli dare un’occhiata alla sceneggiatura, deve essere anche uno scrittore/sceneggiatore/laureato o comunque che ha studiato, altrimenti il loro senso dell’ortografia è molto vago e fa venire i capelli dritti sia ai loro connazionali che (peggio che mai) a britannici e australiani. L’americano medio scrive in SMS-sese o inglese da chat che NON va bene nè per la prosa nè per le sceneggiature – la prova: il mio inglese scritto (anche slang) è spesso migliore di quello dei madrelingua
Secondo: va formattata come dicono loro, ovvero o con Celtx (software gratuito) o con Final Draft (non ricordo il concorrente di Final Draft, forse Movie Magic?). Se proprio volete fare la sceneggiatura in Word, occhio ai margini e ricordatevi di impostare il foglio sul formato Letter (quello americano, noi abbiamo l’A4 che è più stretto e lungo).
Queste erano le tabelle che mi ero fatta quando usavo Word:
margini: 2,54 – 2,54 – 3,56 – 3,56
foglio: Letter 8,5×11
numero pagina: inserisci numero pagina in alto a destra
togli l’opzione di numerare la prima pagina
formato “comincia da 0″ così sulla cover page non compare nulla e sulla prima pagina dello script viene 1
CHARACTERS 5 tabs
dialogo 2 tabs – end dialogue 11
(wrylyes) 4 tabs
- la cover page deve contenere solo
(TITOLO)
a screenplay by
(Autore)
con sotto i dati di contatto (nome, cognome, indirizzo, telefono, e-mail)
Celtx o Final Draft queste cose le fanno in automatico.
Terzo: uno sconosciuto presenta sempre e comunque uno “spec script”, quindi NIENTE NUMERI DI SCENA (quelli sono per gli “shooting script”) e evitare assolutamente i termini tecnici e registici di spostamento di telecamera, NONCHE’ le indicazioni agli attori. Registi e attori americani si offendono se un esordiente dice loro come devono fare il loro mestiere. Si può indicare un PP o un campo lungo scrivendo “gli occhi di X fissano…” (invece di “PP degli occhi di X”) o “X fa questo, Y fa questo, Z fa questo” invece di “carrellata su X che fa questo ecc”.
Quarto: in genere lo “spec script” è un “writing sample”, cioè un esempio di come si scrive e la maggior parte dei lavori per gli esordienti sono riscritture di lavori altrui – difficilmente lo spec script viene preso e girato – e soprattutto non così com’è. Anche se riuscite a piazzare uno spec script, verrete riscritti da qualche fidato sceneggiatore dello studio o amico del produttore.
Quinto: ricordatevi che la sceneggiatura va da 85 a 120 pagine massimo, i “mammut” di 3 ore se li possono permettere solo registi e sceneggiatori affermati. La media di 90 pagine è ideale, soprattutto per le commedie.
Sconsigliati i drammi, bambini e animali non sono ben visti nelle sceneggiature di esordienti (perché sono difficili da gestire).
consigli per la stesura:
- evitare lunghi blocchi di testo – c’è chi dice anche che i dialoghi di più di 4 righe vadano tagliati. Non sono una fan dei monologhi, ma hanno costretto anche me a tagliare delle battute per il “ritmo”.
- separare ogni azione o inquadratura andando a capo (un modo per fare il regista senza dare indicazioni sugli spostamenti della macchina da presa).
- ciò che non si può filmare, non va scritto – se è un pensiero o un flashback, va sempre rappresentato attraverso azioni o reazioni.
- i personaggi vanno scritti in maiuscolo la prima volta che compaiono (e in testa al dialogo) con una breve descrizione fisica – inutile dare dettagli non filmabili anche qui, età e aspetto (elegante o trasandato) sono sufficienti. Vanno scritti in maiuscolo TUTTI i personaggi, anche secondari o senza nome, quando compaiono la prima volta.
- inutile indicare l’ora del giorno, l’inizio di scena (scene header) deve contenere solo INT. o EXT. il luogo e DAY o NIGHT (negli shooting script si può usare DAY FOR NIGHT per indicare “scena da girare di giorno con filtro notte”, ma negli spec script non si usa perché è un dettaglio tecnico).
- gli interni: se in una casa si passa da una stanza all’altra, usare un nuovo inizio di scena.
Esempio:
INT. CASA XY – SERA
Nel tinello la moglie prepara la tavola. Squilla il telefono fisso in
SALONE lei si precipita a rispondere poi va in
BAGNO
a lavarsi le mani e torna in
CUCINA eccetera (ovviamente con dialoghi e azioni, ma ogni luogo deve essere una scena diversa anche negli spec script).
- dicono che deve succedere qualcosa entro pag.10, ovvero c’è pochissimo tempo per introdurre i personaggi – gli inizi lenti sono per i film europei.
- occhio all’infodump: far dire a un personaggio “come sai, Bob” per farlo sapere al pubblico è infodump allo stato pure. Se proprio si vuole farlo, almeno non sottolinearlo!
- le scene senza audio sono in genere MONTAGE in cui ogni scena va messa a capo
Esempio
FLASHBACK – MONTAGE
- X e Y si incontrano a Venice Beach
- X e Y a cena in ristorante romantico
- X e Y si baciano sotto casa di lei
- X e Y scopano selvaggiamente
- il matrimonio
END FLASHBACK/MONTAGE