Barbara mente creativa

05/09/2011

disclaimer x aspiranti sceneggiatori

Filed under: dissertazioni — Barb65 @ 14:03
Tags:

Caro/a Aspirante,

sono contenta che qualcuno continua a leggere il mio abbandonato blog italiano! ;-)
Per quanto MI riguarda:
1) NON sono laureata in niente
2) sono autoditatta sia nella scrittura che nella sceneggiatura
3) i miei “studi” su come formattare una sceneggiatura eccetera si sono svolti per lo più online
4) scrivo in inglese perchè come scrittrice in questo paese del cavolo non ho futuro, la mia prosa non è abbastanza letteraria per i nostri illustri editori.
Perciò nel 2001 ho cominciato a scrivere sceneggiature in inglese, poi ho recuperato sufficiente coraggio (nonchè conosciuto un gruppo di scrittori anglofoni qui a Roma) per tornare al mio primo amore, la prosa. Adesso sono un’autrice indipendente anglofona alla conquista del Kindle! :-)
I fumetti li ho sempre fatti sia in italiano che in in inglese dagli ormai lontani anni 90… l’ultima sceneggiatura l’ho scritta nel 2009, ultima Screenwriting Expo quella di ottobre 2008. Ho rinunciato alla conquista di Hollywood perchè mi piace mantenere il controllo sulle mie storie – e col cinema non è possibile. Anche se riesci a far leggere il tuo spec script a qualcuno, 1) se anche lo comprano lo fanno riscrivere a qualcuno di loro fiducia e 2) serve solo da “sample” per cui poi ti ritrovi a riscrivere le sceneggiature altrui. Ora, io sono quella che non ha il tempo di scrivere tutte le storie che le passano per la testa, figurati se ho voglia di perdere tempo sulle storie altrui! ;-)
Quindi, che posso dirti…  per scrivere una sceneggiatura, secondo la mia modesta opinione, basta trovare un testo su come si formatta e basta. Purchè la storia sia chiara…
Posso consigliarti il corso di sceneggiatura online di Gianfranco Manfredi (la Barbara di Corsi e Concorsi giù in fondo sono sempre io) anche se lui di formattazione non parla. E non sono sicura di come vogliono le sceneggiature in Italia perchè, per l’appunto, non mi sono minimamente interessata al mercato nostrano (megalomane, io!).
Altro non so dirti… spero di essere stata comunque utile!

23/04/2010

come si scrive una sceneggiatura per Hollywood

Filed under: scrittura — Barb65 @ 08:00
Tags: ,

Primo: in inglese, non solo, ma in buon inglese. Possono essere più gentili se vedono un nome e indirizzo straniero, suggerendo di far rivedere e correggere da un madrelingua come è capitato a me, ma in realtà non basta conoscere un americano per fargli dare un’occhiata alla sceneggiatura, deve essere anche uno scrittore/sceneggiatore/laureato o comunque che ha studiato, altrimenti il loro senso dell’ortografia è molto vago e fa venire i capelli dritti sia ai loro connazionali che (peggio che mai) a britannici e australiani. L’americano medio scrive in SMS-sese o inglese da chat che NON va bene nè per la prosa nè per le sceneggiature – la prova: il mio inglese scritto (anche slang) è spesso migliore di quello dei madrelingua 

Secondo: va formattata come dicono loro, ovvero o con Celtx (software gratuito) o con Final Draft (non ricordo il concorrente di Final Draft, forse Movie Magic?). Se proprio volete fare la sceneggiatura in Word, occhio ai margini e ricordatevi di impostare il foglio sul formato Letter (quello americano, noi abbiamo l’A4 che è più stretto e lungo). 

Queste erano le tabelle che mi ero fatta quando usavo Word: 

margini: 2,54 – 2,54 – 3,56 – 3,56 

foglio: Letter 8,5×11 

numero pagina: inserisci numero pagina in alto a destra 

togli l’opzione di numerare la prima pagina 

formato “comincia da 0″ così sulla cover page non compare nulla e sulla prima pagina dello script viene 1 

CHARACTERS 5 tabs 

dialogo 2 tabs – end dialogue 11 

(wrylyes) 4 tabs 

- la cover page deve contenere solo  

(TITOLO)

a screenplay by

(Autore) 

con sotto i dati di contatto (nome, cognome, indirizzo, telefono, e-mail) 

Celtx o Final Draft queste cose le fanno in automatico.

Terzo: uno sconosciuto presenta sempre e comunque uno “spec script”, quindi NIENTE NUMERI DI SCENA (quelli sono per gli “shooting script”) e evitare assolutamente i termini tecnici e registici di spostamento di telecamera, NONCHE’ le indicazioni agli attori. Registi e attori americani si offendono se un esordiente dice loro come devono fare il loro mestiere. Si può indicare un PP o un campo lungo scrivendo “gli occhi di X fissano…” (invece di “PP degli occhi di X”) o “X fa questo, Y fa questo, Z fa questo” invece di “carrellata su X che fa questo ecc”. 

Quarto: in genere lo “spec script” è un “writing sample”, cioè un esempio di come si scrive e la maggior parte dei lavori per gli esordienti sono riscritture di lavori altrui – difficilmente lo spec script viene preso e girato – e soprattutto non così com’è. Anche se riuscite a piazzare uno spec script, verrete riscritti da qualche fidato sceneggiatore dello studio o amico del produttore. 

Quinto: ricordatevi che la sceneggiatura va da 85 a 120 pagine massimo, i “mammut” di 3 ore se li possono permettere solo registi e sceneggiatori affermati. La media di 90 pagine è ideale, soprattutto per le commedie. 

Sconsigliati i drammi, bambini e animali non sono ben visti nelle sceneggiature di esordienti (perché sono difficili da gestire). 

consigli per la stesura: 

- evitare lunghi blocchi di testo – c’è chi dice anche che i dialoghi di più di 4 righe vadano tagliati. Non sono una fan dei monologhi, ma hanno costretto anche me a tagliare delle battute per il “ritmo”. 

- separare ogni azione o inquadratura andando a capo (un modo per fare il regista senza dare indicazioni sugli spostamenti della macchina da presa).

- ciò che non si può filmare, non va scritto – se è un pensiero o un flashback, va sempre rappresentato attraverso azioni o reazioni.

- i personaggi vanno scritti in maiuscolo la prima volta che compaiono (e in testa al dialogo) con una breve descrizione fisica – inutile dare dettagli non filmabili anche qui, età e aspetto (elegante o trasandato) sono sufficienti. Vanno scritti in maiuscolo TUTTI i personaggi, anche secondari o senza nome, quando compaiono la prima volta.

- inutile indicare l’ora del giorno, l’inizio di scena (scene header) deve contenere solo INT. o EXT. il luogo e DAY o NIGHT (negli shooting script si può usare DAY FOR NIGHT per indicare “scena da girare di giorno con filtro notte”, ma negli spec script non si usa perché è un dettaglio tecnico).

- gli interni: se in una casa si passa da una stanza all’altra, usare un nuovo inizio di scena.

 Esempio:

INT. CASA XY – SERA

 Nel tinello la moglie prepara la tavola. Squilla il telefono fisso in

 

SALONE lei si precipita a rispondere poi va in

 BAGNO

 a lavarsi le mani e torna in  

 

CUCINA eccetera (ovviamente con dialoghi e azioni, ma ogni luogo deve essere una scena diversa anche negli spec script).

 - dicono che deve succedere qualcosa entro pag.10, ovvero c’è pochissimo tempo per introdurre i personaggi – gli inizi lenti sono per i film europei.

 - occhio all’infodump: far dire a un personaggio “come sai, Bob” per farlo sapere al pubblico è infodump allo stato pure. Se proprio si vuole farlo, almeno non sottolinearlo!

 - le scene senza audio sono in genere MONTAGE in cui ogni scena va messa a capo

 Esempio

 FLASHBACK – MONTAGE

 - X e Y si incontrano a Venice Beach

 - X e Y a cena in ristorante romantico

 - X e Y si baciano sotto casa di lei

 - X e Y scopano selvaggiamente

 - il matrimonio

 END FLASHBACK/MONTAGE

 

19/02/2010

ancora scrittura – forse

Filed under: dissertazioni — Barb65 @ 09:00
Tags: ,

Mi sembro il buon Maurizio Nichetti che risponde ai lettori di Ciak con santa pazienza ogni mese…

scrivo sceneggiature, a chi le mando?

Se scrivi in italiano, non posso aiutarti, prova a cercare su altri blog. Le mie esperienze con le scuole di cinema di Roma sono state solo negative, e non dovevo neanche iscrivermici, solo chiedere una mano a organizzare un laboratorio per Gordy Hoffman. Posso indirizzarti al corso di sceneggiatura online di Gianfranco Manfredi, che forse ne sa un po’ più di me su come funzionano le cose nel cinema italico. Oppure scrivi a Maurizio Nichetti presso Ciak – magari l’hai già fatto.

Se punti a un pubblico più vasto e internazionale, ovvero se scrivi in inglese, i miei consigli li ho già elargiti. La maggior parte sono sul blog anglofono, un “riassunto” c’è anche qui.  Segui le tag di sceneggiatura o Hollywood e troverai la mia fantastica storia – cioè che dopo 4 anni non ho risolto un tubo e che pertanto entrerò negli studios dalla porta di dietro, cioè pubblicando un bestseller da cui trarranno un blockbuster da Xmiliardi di dollari, mwuaaahahahahaha! (risata sadica)

Ripensando agli usi e abusi del post precedente, mi viene in mente anche internet… sembra che gli italiani siano convinti che San Google (anche se Benedetto XVI ancora non lo ha fatto nemmeno beato) li aiuti a trovare tutto, meglio di Sant’Antonio da Padova. E’ vero, su internet si trova di tutto e di più, ma spesso da fonti inattendibili o in lingue illegibili. Dovrei dare il mio contributo traducendo in italiano qualcosa? Chi me lo fa fare? Usate San Google e il suo traduttore on-line, ne vedrete delle belle! :-)

06/11/2009

Barbara alla conquista di Hollywood – la fine

Filed under: scrittura — Barb65 @ 09:00
Tags:

segue il post dal medesimo titolo di venerdì scorso… era solo il 2007!!! :-(

Aggiornamento. Nel 2008 sono andata a febbraio a un altro evento dello Sherwood Oaks al Beverly Garlands di Universal City (chiusa la pratica della co-sceneggiatura, tanto non era un granchè), a novembre all’Expo 7 (sempre con CS Open che è l’unico motivo per andare all’Expo), ma niente di concreto.

Stufa di correre appresso a queste chimere, ho deciso di rimettermi alla prosa e tornare al mio primo amore (fumetti). Anche perchè in questi tre anni nessuno dei tanti nuovi amici sceneggiaturi ha concluso nulla.  Inoltre sono un po’ stufa dell’ambiente (anche perchè leggo che ha difficoltà anche la mia musa – che è un A-list -, figurati se mi si filano a me!) .  Ho comunque scritto una sceneggiatura nuova da mandare alla Nicholl Fellowship il prossimo anno.

Ho anche appurato che spesso una sceneggiatura serve come “sample” e poi ti utilizzano per riscrivere gli altri… quindi non aspettarsi troppo da loro (anche per quello io sto rinunciando, odio scrivere le storie altrui!), anche se ti comprano la sceneggiatura, la faranno riscrivere a chi pare a loro e potresti non riconoscere il prodotto finale.

Poi quest’anno l’Expo ha fatto il CS Open online, così ho partecipato senza muovermi da casa (non ho fatto viaggi “di sceneggiatura” quest’anno, a parte un pomeriggio libero a San Francisco per incontrarmi con due amici prima di partire per il mio tour del Sud-Ovest: ho preso il punteggio più alto in assoluto (rispetto alle altre 3 volte che ho partecipato dal vivo), ma non sufficiente per passare al turno successivo (però con i complimenti del buon Jim Cirile).

Farò un ultimo tentativo con la Nicholl Fellowship il prossimo anno + una query letter a una casa di produzione, poi mi concentro su altre cose. Tipo autoproduzione (film, fumetti, romanzi, se suonassi, pure musica!) seguendo la mia nuova “bibbia” Be The Media.

Chiederò al curatore/autore David Mathison il permesso di tradurre i passaggi che interessano anche a noi, per poterci mettere in proprio alla faccia di editori, produttori e case discografiche – sempre per chi è anglofobo, gli altri investissero con fiducia i soldi per quel libro!

30/10/2009

Barbara alla conquista di Hollywood

Filed under: scrittura — Barb65 @ 09:00
Tags: ,

Riguardo al mio “articolo” sul sito del corso di sceneggiatura online del buon Gianfranco Manfredi ormai due anni fa… questa è la seconda parte che gli mandai (sempre 2 anni fa), ma non fu mai messa online:

Diario Americano parte 2

Per la seconda volta nel 2007 sono volata a Los Angeles per partecipare alla mia seconda Expo. All’inizio di ottobre, tramite Coverage Ink (www.coverageink.com) avevo richiesto il coverage di Jared Tweedie della Popular films, che incluse nel prezzo ha un incontro o una telefonata per parlare della sceneggiatura – dato che odio il telefono e sapevo di andare a Los Angeles, mi sono messa d’accordo per l’incontro. L’appuntamento era al Coffee Bean di West Hollywood (dove si incontrano i professionisti, mi ha poi detto Jim Cirile, di Coverage Ink) per una bella chiacchierata sul mio script, sugli altri miei progetti, quello del mio accompagnatore e perfino sull’italico cinema – si fa per dire, Jared è una specie di Tarantino e ha deciso di provare i cinepanettoni nostrani!! Comunque mi ha detto di rimandargli la sceneggiatura, una volta riscritta, nonché il mio film storico per il suo socio, che ama le storie vere; vuole leggere perfino il progetto incompiuto del mio amico, quando, ovviamente sarà terminato.

La Popular Films non è tra le compagnie colpite dallo sciopero degli sceneggiatori (iniziato il 5 novembre u.s.) e io non sono ancora membro della WGA (registro le cose con loro, ma finchè non vendo due script, non sono membro), quindi penso di poter mantenere questo contatto anche durante lo sciopero senza finire sulla lista nera degli “scab”. Poi è cominciata l’Expo, un po’ più disorganizzata dell’altr’anno (nel frattempo Creative Screenwriting è stato venduto dal fondatore a un nuovo editore che “sta ancora imparando” – mai avute tante “post-Expo surveys” come quest’anno), ma sempre interessante. Ho ripreso un po’ di contatti con gente conosciuta all’Expo 5 o allo Showcase di aprile, ho fatto una chiacchierata col mio co-sceneggiatore newyorkese (anche se la revisione della sceneggiatura è finita poi grazie a Yahoo, posta elettronica e messenger), ho seguito conferenze, partecipato di nuovo al CSOpen, prendendo meno punti dell’altr’anno, ma di nuovo ha vinto la scena che ho votato nella cerimonia di chiusura.

Poi ci sono stati gli incontri con agenti, produttori, avvocati e manager, organizzati dallo Sherwood Oaks College al Crowne Plaza di Beverly Hills, ma nessun contatto particolarmente interessante, a parte una sceneggiatrice britannica con la quale ci scambiamo newsletter e concorsi (Channel 4, British council, Script&Pitch workshop, ecc).

Infine sono tornata e adesso gli sceneggiatori sono in sciopero… io però ho tre sceneggiature da riscrivere (due per Jared e una per la Bluecat Competition di Gordy Hoffman – noto ai più da quelle parti, ma qui, nelle scuole di cinema, mi sono sentita dire da “Chi?” a “Ma è famoso?”, non si sa bene cosa insegnino in quelle carissime scuole) e se lo sciopero dovesse veramente durare fino a giugno, scrivo la novelization del mio primo script e la mando a un mio amico sceneggiatore che è agente letterario a New York…

Barbara alla conquista di Hollywood!

Tema: Rubric. Blog su WordPress.com.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 232 other followers