Barbara mente creativa

23/04/2010

come si scrive una sceneggiatura per Hollywood

Filed under: scrittura — Barb65 @ 08:00
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Primo: in inglese, non solo, ma in buon inglese. Possono essere più gentili se vedono un nome e indirizzo straniero, suggerendo di far rivedere e correggere da un madrelingua come è capitato a me, ma in realtà non basta conoscere un americano per fargli dare un’occhiata alla sceneggiatura, deve essere anche uno scrittore/sceneggiatore/laureato o comunque che ha studiato, altrimenti il loro senso dell’ortografia è molto vago e fa venire i capelli dritti sia ai loro connazionali che (peggio che mai) a britannici e australiani. L’americano medio scrive in SMS-sese o inglese da chat che NON va bene nè per la prosa nè per le sceneggiature – la prova: il mio inglese scritto (anche slang) è spesso migliore di quello dei madrelingua 

Secondo: va formattata come dicono loro, ovvero o con Celtx (software gratuito) o con Final Draft (non ricordo il concorrente di Final Draft, forse Movie Magic?). Se proprio volete fare la sceneggiatura in Word, occhio ai margini e ricordatevi di impostare il foglio sul formato Letter (quello americano, noi abbiamo l’A4 che è più stretto e lungo). 

Queste erano le tabelle che mi ero fatta quando usavo Word: 

margini: 2,54 – 2,54 – 3,56 – 3,56 

foglio: Letter 8,5×11 

numero pagina: inserisci numero pagina in alto a destra 

togli l’opzione di numerare la prima pagina 

formato “comincia da 0″ così sulla cover page non compare nulla e sulla prima pagina dello script viene 1 

CHARACTERS 5 tabs 

dialogo 2 tabs – end dialogue 11 

(wrylyes) 4 tabs 

- la cover page deve contenere solo  

(TITOLO)

a screenplay by

(Autore) 

con sotto i dati di contatto (nome, cognome, indirizzo, telefono, e-mail) 

Celtx o Final Draft queste cose le fanno in automatico.

Terzo: uno sconosciuto presenta sempre e comunque uno “spec script”, quindi NIENTE NUMERI DI SCENA (quelli sono per gli “shooting script”) e evitare assolutamente i termini tecnici e registici di spostamento di telecamera, NONCHE’ le indicazioni agli attori. Registi e attori americani si offendono se un esordiente dice loro come devono fare il loro mestiere. Si può indicare un PP o un campo lungo scrivendo “gli occhi di X fissano…” (invece di “PP degli occhi di X”) o “X fa questo, Y fa questo, Z fa questo” invece di “carrellata su X che fa questo ecc”. 

Quarto: in genere lo “spec script” è un “writing sample”, cioè un esempio di come si scrive e la maggior parte dei lavori per gli esordienti sono riscritture di lavori altrui – difficilmente lo spec script viene preso e girato – e soprattutto non così com’è. Anche se riuscite a piazzare uno spec script, verrete riscritti da qualche fidato sceneggiatore dello studio o amico del produttore. 

Quinto: ricordatevi che la sceneggiatura va da 85 a 120 pagine massimo, i “mammut” di 3 ore se li possono permettere solo registi e sceneggiatori affermati. La media di 90 pagine è ideale, soprattutto per le commedie. 

Sconsigliati i drammi, bambini e animali non sono ben visti nelle sceneggiature di esordienti (perché sono difficili da gestire). 

consigli per la stesura: 

- evitare lunghi blocchi di testo – c’è chi dice anche che i dialoghi di più di 4 righe vadano tagliati. Non sono una fan dei monologhi, ma hanno costretto anche me a tagliare delle battute per il “ritmo”. 

- separare ogni azione o inquadratura andando a capo (un modo per fare il regista senza dare indicazioni sugli spostamenti della macchina da presa).

- ciò che non si può filmare, non va scritto – se è un pensiero o un flashback, va sempre rappresentato attraverso azioni o reazioni.

- i personaggi vanno scritti in maiuscolo la prima volta che compaiono (e in testa al dialogo) con una breve descrizione fisica – inutile dare dettagli non filmabili anche qui, età e aspetto (elegante o trasandato) sono sufficienti. Vanno scritti in maiuscolo TUTTI i personaggi, anche secondari o senza nome, quando compaiono la prima volta.

- inutile indicare l’ora del giorno, l’inizio di scena (scene header) deve contenere solo INT. o EXT. il luogo e DAY o NIGHT (negli shooting script si può usare DAY FOR NIGHT per indicare “scena da girare di giorno con filtro notte”, ma negli spec script non si usa perché è un dettaglio tecnico).

- gli interni: se in una casa si passa da una stanza all’altra, usare un nuovo inizio di scena.

 Esempio:

INT. CASA XY – SERA

 Nel tinello la moglie prepara la tavola. Squilla il telefono fisso in

 

SALONE lei si precipita a rispondere poi va in

 BAGNO

 a lavarsi le mani e torna in  

 

CUCINA eccetera (ovviamente con dialoghi e azioni, ma ogni luogo deve essere una scena diversa anche negli spec script).

 - dicono che deve succedere qualcosa entro pag.10, ovvero c’è pochissimo tempo per introdurre i personaggi – gli inizi lenti sono per i film europei.

 - occhio all’infodump: far dire a un personaggio “come sai, Bob” per farlo sapere al pubblico è infodump allo stato pure. Se proprio si vuole farlo, almeno non sottolinearlo!

 - le scene senza audio sono in genere MONTAGE in cui ogni scena va messa a capo

 Esempio

 FLASHBACK – MONTAGE

 - X e Y si incontrano a Venice Beach

 - X e Y a cena in ristorante romantico

 - X e Y si baciano sotto casa di lei

 - X e Y scopano selvaggiamente

 - il matrimonio

 END FLASHBACK/MONTAGE

 

21/04/2010

la conquista di Hollywood

Filed under: scrittura — Barb65 @ 08:00
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Approfitto di una richiesta che mi è arrivata privatamente dopo essere passata di qui per tornare sull’argomento. Non è necessario vivere a LA per piazzare una sceneggiatura… ci sono tanti posti online dove presentare.

Io registro le sceneggiature con la WGAw (Writers Guild of America West) per la modica cifra di 20$ x 5 anni, dato che sono prime stesure… costerà 10$ dopo che avrete venduto 2 sceneggiature e sarete ufficialmente membri della WGA (sindacato degli sceneggiatori). Se volete la registrazione permanente (ma per una prima stesura è un po’ inutile), il Copyright Office  lo fa anche online (35$ a vita).

Poi uso i “coverage services” per sapere se effettivamente la sceneggiatura va bene – al momento pare che non ho i tempi cinematografici, o comunque preferisco tornare al mio primo amore, la prosa e i fumetti.

Altro modo per “entrare” a Hollywood è tramite concorsi seri, ovvero American Zoetrope (quella di FFCoppola), Blue Cat (Gordy Hoffman, fratello di Philip Seymour vincitore di Oscar per Capote), Nicholl Fellowship (vinci tipo 20000$ per stare a casa 1 anno e scrivere una nuova sceneggiatura) e credo sia buono anche il concorso dell’Austin Film Festival. Io ho provato Coppola e Hoffman, volevo spedire qualcosa alla Nicholl, ma poi il coverage mi ha “distrutto” l’idea e per ora ho lasciato perdere.

Si sconsiglia di andare in giro con una sola sceneggiatura – è capitato anche a me di sentire altri che durante il pitch si sono sentiti chiedere “Sì, bello, ma per ora non mi interessa, hai altro?”. Perciò se avete solo una sceneggiatura nel cassetto e solo un sogno, probabilmente state perdendo tempo e soldi.

30/10/2009

Barbara alla conquista di Hollywood

Filed under: scrittura — Barb65 @ 09:00
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Riguardo al mio “articolo” sul sito del corso di sceneggiatura online del buon Gianfranco Manfredi ormai due anni fa… questa è la seconda parte che gli mandai (sempre 2 anni fa), ma non fu mai messa online:

Diario Americano parte 2

Per la seconda volta nel 2007 sono volata a Los Angeles per partecipare alla mia seconda Expo. All’inizio di ottobre, tramite Coverage Ink (www.coverageink.com) avevo richiesto il coverage di Jared Tweedie della Popular films, che incluse nel prezzo ha un incontro o una telefonata per parlare della sceneggiatura – dato che odio il telefono e sapevo di andare a Los Angeles, mi sono messa d’accordo per l’incontro. L’appuntamento era al Coffee Bean di West Hollywood (dove si incontrano i professionisti, mi ha poi detto Jim Cirile, di Coverage Ink) per una bella chiacchierata sul mio script, sugli altri miei progetti, quello del mio accompagnatore e perfino sull’italico cinema – si fa per dire, Jared è una specie di Tarantino e ha deciso di provare i cinepanettoni nostrani!! Comunque mi ha detto di rimandargli la sceneggiatura, una volta riscritta, nonché il mio film storico per il suo socio, che ama le storie vere; vuole leggere perfino il progetto incompiuto del mio amico, quando, ovviamente sarà terminato.

La Popular Films non è tra le compagnie colpite dallo sciopero degli sceneggiatori (iniziato il 5 novembre u.s.) e io non sono ancora membro della WGA (registro le cose con loro, ma finchè non vendo due script, non sono membro), quindi penso di poter mantenere questo contatto anche durante lo sciopero senza finire sulla lista nera degli “scab”. Poi è cominciata l’Expo, un po’ più disorganizzata dell’altr’anno (nel frattempo Creative Screenwriting è stato venduto dal fondatore a un nuovo editore che “sta ancora imparando” – mai avute tante “post-Expo surveys” come quest’anno), ma sempre interessante. Ho ripreso un po’ di contatti con gente conosciuta all’Expo 5 o allo Showcase di aprile, ho fatto una chiacchierata col mio co-sceneggiatore newyorkese (anche se la revisione della sceneggiatura è finita poi grazie a Yahoo, posta elettronica e messenger), ho seguito conferenze, partecipato di nuovo al CSOpen, prendendo meno punti dell’altr’anno, ma di nuovo ha vinto la scena che ho votato nella cerimonia di chiusura.

Poi ci sono stati gli incontri con agenti, produttori, avvocati e manager, organizzati dallo Sherwood Oaks College al Crowne Plaza di Beverly Hills, ma nessun contatto particolarmente interessante, a parte una sceneggiatrice britannica con la quale ci scambiamo newsletter e concorsi (Channel 4, British council, Script&Pitch workshop, ecc).

Infine sono tornata e adesso gli sceneggiatori sono in sciopero… io però ho tre sceneggiature da riscrivere (due per Jared e una per la Bluecat Competition di Gordy Hoffman – noto ai più da quelle parti, ma qui, nelle scuole di cinema, mi sono sentita dire da “Chi?” a “Ma è famoso?”, non si sa bene cosa insegnino in quelle carissime scuole) e se lo sciopero dovesse veramente durare fino a giugno, scrivo la novelization del mio primo script e la mando a un mio amico sceneggiatore che è agente letterario a New York…

Barbara alla conquista di Hollywood!

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