Barbara mente creativa

27/10/2010

Alia 5 – Sol Levante

Filed under: lettura — Barb65 @ 08:00
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Visto che sono ancora qua continuo le recensioni di qualsiasi cosa leggo in italiano. Forse prima o poi farò anche un post sulle parole digitate nei motori di ricerca per arrivare a me. Sul blog inglese tutti i giorni c’è qualcuno che cerca notizie di Passione d’Amore, Fosca, Valeria d’Obici o Laura Antonelli, mi sembra un po’ ossessivo, ma va be’. E’ un film dell’81, che sperano di trovare (pur trattandosi di Scola, per carità)? Ho anche letto il romanzo, ma non ho voglia di recensirlo! Se sapete l’inglese, potete leggere il confronto libro/film qui;-)

Passo al nuovo volume di Alia Sol Levante! Vado coi titoli dei racconti perchè i nomi giapponesi sono troppo complicati (e poi io odio i cognomi, quindi il fatto che loro antepongano il cognome al nome non me li rende simpatici… le mie corrispondenti nipponiche mi odieranno! ;-) A parte che sono scomparse tutte nell’era di internet… va be’!)

La ragaza dell’estate: Déjà vu in salsa horror! Nell’ormai lontano 1985 scrissi il racconto “La ragazza in bianco”, un po’ più surreale di questo nonchè a lieto fine. Nel 2001 la mia amica di penna Masayo Tanaka (anzi, Tanaka Masayo) ne ha fatto la versione a fumetti… l’ultima collaborazione con lei! Bei tempi…

L’ombra bianca: anche qui un déjà vu di vita reale, a parte che quella  che ho conosciuto io non ha pagato i debiti contratti per amore… e si è sposata con un altro dimenticandosi di chi le ha salvato il fondoschiena. Ma divago. O forse anche lei ha l’equivalente di una scimmia bioanca che la fissa anche se è protestante e non giapponese? ;-)

La storia del paradiso delle tartarughe: molto divertente questo Ultimatum alla Terra in versione nipponica – anche lo stile è molto brillante (il che mi ha reso piacevole una “storia in io”).

L’uomo che guarda il mare: villaggi in cui il tempo scorre in maniera diversa, un’originale versione di amore impossibile.

Diario di un computer: mi ero molto immedesimata nell’autrice/protagonista, visto che anch’io non amavo i computer (ma sono dattilografa, quindi l’ho comprato presto, usandolo solo come word processor per anni, perchè stufa di andare fuori dal foglio con la macchina da scrivere elettrica). La mia dipendenza dalle malefiche macchine non è però così eccessiva, io continuo imperterrita a scrivere la prima stesura a mano… per mia fortuna! Si sarà salvata Kaoru? ;-)

All’aurora lui giunge dalle fantasticherie: un po’ troppo onirico e surreale per i miei gusti…

Il gatto uovo: mmmm… già non sono amantedei felini veri, il gatto uovo non me li rende certo più simpatici! ;-)

Granelli: posso capire qualsiasi fobia, granelli, folla, quello che è. Ma sono miope e certo non ho bisogno degli occhiali per leggere. Anzi, li ho sempre tolti e continuo a farlo in età da presbiopia. Per cui per me la storia non regge.

Nancy Gordon di Marte: peccato siano necessarie le note per capire questo racconto fantascientifico surreale e umoristico…

La spia che stava in cucina: se tutti sono sono spie, è proprio un bel casino! Un’interessante ipotesi futuristica.

L’adipocera: racconto surreale sconsigliati ai nati in autunno! ;-) Io però mi sono riconosciuta abbastanza nell’algido protagonista, anche se sono nata d’estate…

30/09/2010

Alia 2008 Italia

Filed under: lettura — Barb65 @ 08:00
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E siamo giunti all’ultimo post… tra qualche giorno l’intero blog verrà cancellato dalla faccia della… rete. Che dire, è stato bello finchè è durato.

Chiudo con la recensione di Alia Italia 2.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Arona: il tono ironico del narratore mi ha tenuta incollata per tutto il racconto, meno horror del solito, perciò grazie, Danilo, molto carino! :-)

Catani: racconto eco-solidale, che se non fossimo tutti Mitridate saremmo già tutti al creatore. E’ vero che mangiamo veleni e siamo circondati da veleni, ma non ce ne accorgiamo…

Citi: un mondo dove è vietato leggere e scrivere… non fa per me! ;-) Altro che Farenheit 451 (che non ho letto, ehm ehm…), fantascienza possibile su un altro mondo… ma anche nel nostro futuro!

Defilippi: la citazione iniziale di Montale dice tutto: “E ancora ignoro se sarò al festino farcitore o farcito”…

Giorgi: mi sembrava di guardare Matrix Reloaded e la Guida Galattica dell’autostoppista (la risposta è 43, no?)… i racconti pseufo-filosofici non fanno per me, mi ci perdo! :-(

Lanza: racconto fantastico molto brillante per via della voce della protagonista 14enne. Nostalgia dei romandi di Brunella Gasperini in quello stile, sigh.

Lastrucci: un minotauro responsabile della tecnologia? Perchè no… l’urban fantasy non parla solo di vampiri e licantropi, suppongo!

Mana: Moby Dick versione fantascientifica che un po’ mi è sfuggita, nel senso che non l’ho capita più di tanto, ma sono tecnofoba e sono certa che in realtà è un ottimo racconto di fantascienza! :-)

Marenzana: riconoscere un serial killer dall’odore, un’ipotesi interessante. Un esperimento militare un po’ impazzito, ma non del tutto negative.

Sciallis: dialogo a due, chiamate l’esorcista, anche se temo che sia troppo tardi.

Soumarè: un vampiro e una donna volpe contro i mostri del Giappone… mitico! (però, Massimo caro, Louis non me lo toccare, è l’unico vampiro che mi piace! ;-) )

Treves: nuove cronache marziane. Ammetto che qua e là mi sono persa nella complessità del mondo La-sù. Ma, come nel caso Mana, è un problema mio, non dell’autrice.

18/08/2010

Alia 4 Giappone – AAVV

Filed under: lettura — Barb65 @ 11:02
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L’ho scelto perchè era il meno “corposo” e avevo un tempo limitato per leggere. Trattandosi di una raccolta di racconti, è bene far passare un po’ di tempo tra l’uno e l’altro, perciò servono più giorni che per un romanzo…  Quindi qui si parla di quello che sul sito è Alia 2007 Giappone.

Che dire… il fantastico giapponese sembra interessante e molto più onirico del resto, MA ammetto che non sono una grande lettrice di fantastico, quindi finchè non confronto con gli altri volumi della serie, non sono forse la più adatta a fare simili confronti! ;-)

Ammiro la capacità di traduzione da una lingua così difficile per me, che certo ha anche una struttura linguistica diversa dalle lingue europee. Certo la cultura così diversa ha costretto il nostro eroico traduttore ad aggiungere molte note al termine di ogni racconto (e io ero molto contenta ogni volta che “prevedevo” il significato della nota – es. il nome giapponese di Gozzilla! ;-) ).

La mia esperienza di cultura giapponese si limita a manga (tradotti in italiano, francese o inglese) e anime (come sopra) + la traduzione (inglese) della storia infinita di Ai No Kusabi, che l’autrice sta riscrivendo e che è arrivata al volume 6 senza che si veda la vine (e io avevo i due OAV tratti dal romanzo negli anni 90)… Quella è fantascienza (shounen ai è per i manga, per i romanzi come si chiamano?), questo è più surreale, con molti fantasmi o spiriti (molto carino l’episodio di possessione), qualche racconto ambientato nel passato del giappone e esempi di scrittura sia maschili che femminili – data la mia incapacià di distinguerli dal nome e la mia pigrizia di andare a riguardare le dotte note biografiche, ammetto di non aver notato grosse differenze… Qualche racconto era più sensuale, qualche altro più “pauroso”, comunque è stata una lettura piacevole. Immagino che comunque le idee si siano un po’ mischiate…

Da settembre vedrò di attaccare gli altri volumi…

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