Barbara mente creativa

17/09/2010

Jessamine 4

Filed under: racconto a puntate — Barb65 @ 08:00
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parte1 parte2 parte3

A quindici anni Ileana partorì un maschietto, e lo chiamò Primo. Qualche mese dopo Jessamine la imitò, e lo chiamò Principe. La maternità quasi contemporanea le unì ancora di più in amicizia e anche Ileana cominciò a pensare di tenersi Carino per la vita.

– Sono molto sorpreso – ammise Notturno osservando Jessamine allattare il piccolo Principe. – Pensavo che sarei stato messo da parte, almeno come amante, una volta fatto il mio dovere.

– E perché? – rispose lei divertita. – Tu sei tutto ciò di cui ho bisogno, non vedo perché dovrei andarlo a cercare altrove.

– Ho undici anni più di te – le ricordò lui. – Puoi permetterti amanti molto più giovani e belli.

– Ma altrettanto efficienti? – domandò lei maliziosa.

– Non sono stato efficiente, è maschio – osservò lui con un sorriso.

– Mia madre ha dato a mio padre una seconda possibilità, e così sono nata io – ribatté lei. – Perciò anche tu avrai anche la seconda possibilità. E la terza, la quarta…

– Smettila – protestò lui ridendo. – Non merito tutto questo.

– Meriti questo e altro – assicurò lei. Principe aveva smesso di poppare e si stava addormentando. – Mettilo a letto – ordinò lei passandoglielo. – E poi vieni qui.

Lui depose il neonato nel lettino e tornò ad abbracciarla con passione.

Lieto Fine

Qui finisce il fumetto e la parte prima della storia. Ma anche la pubblicazione su questo blog. Non sono più soddisfatta di nessuna delle mie opere in italiano, perciò non vedo perchè devo esporle al pubblico ludibrio. Così vi lascio col lieto fine e nessuno dei drammi successivi della nostra regina. Se sapete l’inglese, andate pure a leggere il seguito su Serial Central. Sennò ci salutiamo qui. Il blog chiude a fine mese, dubito che ci saranno molti altri post.

Per novembre dovrebbe essere pronto il libricino “Happiness is…” con le prime 50 vignette circa e “sottotitoli” in italiano e in inglese. Chi fosse interessato e non avesse voglia di mettersi tra i preferiti il mio negozietto Lulu, può mandare una mail a ladyunicorn (chiocciola) hotmail (punto) it e verrà informato dell’uscita del libro quando sarà il momento. Prevedo anche un altro artbook per Natale con altri ritratti (e altri soggetti). Se non vomito nel rileggere, forse aggiungerò un altro romanzo al mucchio. Potete specificare che tipo di  aggiornamento volete nella mail di richiesta (solo vignette, solo artbook, solo romanzo o una mescolanza di tutto).

Grazie per la pazienza di avermi seguito finora!

P.S. Ho preso in edicola “Oggi sposi”. Molto carino. Ora vado all’ambasciata indiana a dare un’occhiata, così posso avere anch’io il mio matrimonio indù! ;-)

10/09/2010

Jessamine 3

Filed under: racconto a puntate — Barb65 @ 08:00
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Jessamine di Barbara G.Tarn

parte 1 e parte 2

– E questa? Mi sembra la più recente. – Jessamine seguì col dito la lunga cicatrice sulla pancia di Notturno. Erano entrambi a letto, nudi, e dopo aver fatto l’amore, lei era partita alla scoperta della mappa di cicatrici sul corpo dell’amante, che annuì, assorto.

– E’ stato l’ultimo scontro nell’arena – spiegò. – Per poco non ci ho rimesso la vita. La Regina in persona mi ha affidata alla sua Guaritrice personale, e poi mi ha accolto nel suo Appartamento.

– Ha approfittato di te? – domandò Jessamine un po’ imbronciata. In effetti non ricordava di averlo mai visto accanto alla madre.

– No – rispose lui divertito. – Riteneva che meritassi un tranquillo ritiro dopo dieci anni nell’arena e il suo Appartamento è il posto più tranquillo che ci fosse.

– Hai sentito la mancanza delle donne?– insisté lei.

– Quali donne? Quelle che si imponevano nelle nostre celle nei giorni di riposo? Sono uno schiavo, Jessamine, non ho diritti e quello che voglio io non interessa a nessuno – spiegò lui paziente.

– Perché sei uno schiavo? – indagò lei.

– Vengo da una terra lontana di cui non ricordo il nome – rispose lui. – Avevo una famiglia, ma la nostra nave naufragò sulle vostre coste. Morirono quasi tutti, e i sopravvissuti vennero venduti come schiavi. Io ero robusto e fui preso nell’arena per l’addestramento.

– Sei molto bravo – convenne lei ammirata.

– Ho cominciato molto presto. Il mio primo combattimento ufficiale l’ho fatto a tredici anni. Mi ero ripromesso di sopravvivere a qualsiasi costo, e ci sono riuscito.

– Sei così freddo e efficiente in combattimento – disse lei sognante.

– Combatto con la testa, non col cuore – convenne lui. – Ogni mossa, ogni movimento è sotto controllo. Non mi lascio travolgere dalle emozioni.

– Spero che mi aiuterai a fare lo stesso.

– Posso ingegnarti le mosse e fartele ripetere finché non diventeranno automatiche. Ma nessuno ti chiederà mai di scendere in campo di persona.

– Se ci sarà la guerra, io non resterò nelle retrovie – stabilì lei.

– Perché dovrebbe esserci la guerra? – sorrise lui.

– Non lo so – lei alzò le spalle. – Notturno, vorresti tornare nel tuo paese?

Si tirò su per guardarlo negli occhi, seria.

– Non ne ricordo nemmeno il nome – ribatté lui divertito. – Sono cresciuto qui. E ho terminato la carriera di gladiatore Come tuo Favorito ho raggiunto il massimo a cui potessi aspirare. Perché dovrei andarmene in un posto che non ricordo nemmeno?

– Lo sai che non sei semplicemente il mio Favorito, vero? – insisté lei seria. Gli sfiorò il viso sbarbato con le dita. – Io ti amo.

– Tu sarai la Regina delle Amazzoni – rispose lui teneramente. – Puoi avere tutti gli uomini che vuoi.

– Ma io voglio solo te – mormorò lei abbracciandolo e stringendosi a lui.

– Grazie, mia signora – disse lui chiudendo gli occhi. – Sentivo di fare la cosa giusta quando mi sono offerto volontario per il tuo Rito.

Lei si ritirò su, sbalordita.

– Ti sei offerto volontario? – chiese. Lui annuì con un sorriso.

– La Regina ci ha riuniti dicendoci che le serviva qualcuno, e io ho fatto subito un passo avanti.

– Perché?

– Mi sembrava di doverglielo, visto che mi aveva salvato. E’ stata una bella novità anche per me. E tu eri bellissima…

L’attirò a sé e la baciò con passione. Jessamine si raggomitolò contro di lui, felice. Non poteva credere di aver trovato un uomo che soddisfava ogni suo bisogno. Il piacere della prima volta era stato superato dal piacere della seconda, e della terza. Ogni volta era una riscoperta, non si sentiva mai sazia di lui.

Eppure stava imparando a distaccarsi durante gli allenamenti, a tenere sotto controllo i sentimenti mentre imparava i gesti della scherma, il peso della lancia e la forza della mazza ferrata. Aveva poi una maestra di tiro con l’arco e un maestro di equitazione, ma le lezioni che preferiva erano quelle con Notturno, e il fatto che poi si ritirava a ripulirsi con lui, poi cenavano vicini e infine rotolavano nel letto finché non erano sazi.

Jessamine era innamorata e sperava che tutte le sue suddite si sentissero come lei.

Ileana osservò con curiosità il prescelto di Jessamine. Be’, in effetti non sembrava vecchio. Aveva dei bei muscoli, sarebbe stato un’ottima guardia del corpo. E poi sembrava così posato e… sì, esperto, da far sembrare Carino e gli altri poco più che bambini troppo cresciuti.

– Sei stata più furba di me, Jez – ammise infine con un sospiro. – Io mi accontenterò di avere figli da tuo fratello.

– Puoi sempre cercarne un altro – sorrise Jessamine. – Anche se Carino è molto affezionato a te.

– Siamo cresciuti insieme – le ricordò Ileana. – Mi è parso così naturale cedere alle sue richieste!

– E hai fatto benissimo – assicurò Jessamine. – Ehi, non è colpa tua se non hai fratelli maggiori per ricambiare il favore! Piuttosto, sai già quando partorirai?

– Tra cinque mesi, se i miei calcoli sono esatti.

– Mmm. Io ho saltato il ciclo, mi sa che ti seguo di poco!

– Davvero? – si entusiasmò Ileana. – Dea, questo Notturno è portentoso! Dovrai prestarmelo!

– Niente da fare, lui è mio – stabilì Jessamine decisa.

03/09/2010

Jessamine 2

Filed under: racconto a puntate — Barb65 @ 08:00
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Jessamine di Barbara G.Tarn (primo episodio qui)

 

L’uomo senza volto e con le cicatrici sul petto la prese tra le braccia e la strinse forte. I suoi baci avevano uno strano sapore. Jessamine si svegliò eccitata dal sogno sensuale che le aveva ricordato il Rito.

Decise di andare a trovare il padre per dare un’occhiata agli altri occupanti dell’Appartamento della madre. Raggio era il più vecchio, e aveva dato alla Regina sia Carino, diciassette anni prima, che Jessamine. Era biondo e ancora piacente e la principessa aveva ereditato i suoi occhi chiari. Carino invece era proprio la copia più giovane del genitore, aveva lo stesso irresistibile sorriso conquistatore.

Poi c’erano stati altri uomini e altri figli per la Regina Shanta. Jessamine salutò quelli che conosceva e passò a osservare con curiosità i più giovani dell’Appartamento. L’ultimo arrivato aveva vent’anni e lo sguardo sicuro di chi aveva raggiunto lo scopo della sua vita: essere il Favorito nell’Appartamento della Regina era un onore a cui molti aspiravano. Ma nonostante fosse il più giovane e il più bello, Jessamine distolse subito lo sguardo, infastidita, e passò a studiare gli altri.

Vide due occhi neri in un viso pallido, incorniciato da capelli corvini. Non era bello nel senso classico del termine, ma aveva qualcosa di misterioso e esotico che lo rendeva attraente. Lo sguardo di Jessamine scivolò lungo il collo nella scollatura della tunica e intravide delle piccole cicatrici sul petto glabro. Il cuore sussultò.

– Come ti chiami? – domandò avvicinandosi incuriosita.

– Notturno – rispose lui con voce bassa e sensuale.

– Quanti anni hai?

– Venticinque.

– Dove ti sei procurato quelle cicatrici?

Lui si coprì la scollatura con una mano, sorpreso.

– Nell’arena – rispose dopo un attimo di esitazione.

– Allora sai combattere – dedusse lei. – Sai usare le armi.

Lui annuì, incerto.

– Voglio un maestro – disse allora lei. – Ti richiederò a mia madre.

Lui si inchinò senza fiatare e lei se ne andò molto soddisfatta.

 ***

– Lo hai trovato? – trasecolò Ileana. – E lo hai detto a tua madre?

– Certo che no – rispose Jessamine maliziosa. – E’ un ex gladiatore, l’ho richiesto come maestro d’arme. Ancora nemmeno lui sa che l’ho riconosciuto.

– E com’è? – volle sapere Ileana. – Non è vecchio?

– Uffa, con questo “vecchio”! – sbuffò Jessamine. – E moro e tutto il contrario di Carino, e con ciò? Sarà il padre dei miei figli, ho deciso.

– Ah, be’, se hai deciso… – Ileana era un po’ delusa. – Quando cominci l’addestramento alle armi?

– Domani – rispose la principessa assorta. – E domani sera…

Sorrise, carica di aspettative. Ileana sospirò.

– Vorrei farti cambiare idea – brontolò. – Ma so già che è inutile.

– Appunto – tagliò corto Jessamine decisa. – Goditi Carino e lasciami in pace con Notturno.

*** 

– Ti manca un po’ il fiato, principessa – osservò Notturno severo. – Forse dovrei farti riscaldare di più.

– Vuoi dire stancare inutilmente? – sorrise Jessamine. – Scemo, non lo capisci che sei tu che mi lasci senza fiato? Lo so che eri tu durante il Rito, non negare, sono venuta a cercarti apposta.

Lui era rimasto a bocca aperta, ma si riprese.

– Avrei dovuto capire che c’era sotto qualcosa – disse serio.

– C’è che ti voglio, e voglio solo te – rispose lei decisa.

– Hai provato altri uomini? – domandò lui.

– Non ne ho nessuna intenzione – assicurò lei scuotendo la testa. Buttò le armi da esercitazione e gli mise le braccia intorno al collo, sollevandosi sulle punte per arrivare a sfiorargli le labbra con le sue.

– Adesso non hai la maschera – mormorò premendoglisi contro. – Fammi vedere che sai fare con la bocca.

Lui inghiottì, incerto, poi la abbracciò stretta, affondandole la lingua in gola. Jessamine sussultò, poi si abbandonò esilarata a quelle nuove emozioni, ricambiando il bacio con tutta la passione che aveva dentro.

27/08/2010

Jessamine

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  Jessamine

 di Barbara G.Tarn

1. Notturno

 

– Tu che l’hai fatto, come è stato? – domandò Jessamine mentre Ileana l’aiutava a indossare la tunica bianca.

– Magnifico, tuo fratello è stato dolcissimo – rispose l’amica. – Certo, sapevo chi era e tutto, ma penso che se ti rilassi e lasci fare a lui, il Rito non sarà così terribile.

– E se mi piacesse e volessi rivederlo, come posso riconoscerlo? – Jessamine corrugò la fronte, preoccupata.

– Osserva il suo corpo, Jez – suggerì Ileana. – Vedi se ha qualche segno di riconoscimento. Viene sicuramente dall’Appartamento di tua madre, puoi sempre andarlo a cercare lì.

Jessamine si morse le labbra, poi approvò con un cenno della testa.

– Come sto? – domandò, rigirandosi preoccupata.

– Sei bellissima, come sempre, principessa – assicurò Ileana maliziosa. – Ora devo lasciarti, perché tra poco lui verrà. Ti auguro una magnifica notte di Rito.

– Grazie – disse Jessamine turbata. Andò a distendersi sul grande letto, assorta. Quattordici anni a studiare intensamente per imparare a essere una buona regina, e non era riuscita a dedicarsi agli uomini come avrebbe voluto negli ultimi tempi. Anche lei avrebbe voluto scoprire il sesso in contemporanea alla sua amica Ileana, ma come principessa ereditaria non le avevano lasciato un attimo di respiro. E ora finalmente le toccava il Rito. Nulla di terribile, visto che era una conoscenza che bramava da mesi, ma avrebbe gradito poter scegliere il compagno e il luogo, senza dover sottostare alle rigide regole dell’iniziazione forzata. Pazienza. Era abbastanza matura da capire che come futura Regina delle Amazzoni aveva più doveri che diritti.

A volte invidiava la sua amica d’infanzia Ileana, che stava studiando per diventare guaritrice. Ileana aveva più tempo libero per se stessa. Jessamine doveva annullarsi per il suo popolo e a volte questo le pesava un po’. Altre volte invece era magnifico. Poter guidare la sua gente verso un futuro migliore era la sua massima aspirazione.

Sua madre, la Regina Shanta, era molto fiera di lei, perché era così coscienziosa. Riteneva che avrebbe dovuto essere forte, perché i regni governati dagli uomini premevano ai loro confini, anche se c’era di mezzo il mare: un giorno quei re potevano decidere di imbarcarsi e tentare di sottomettere le Amazzoni, ma Jessamine sarebbe stata pronta a riceverli.

“Sarò pronta, anche stasera” si disse decisa, arrotolando una ciocca di capelli castani intorno al dito. Cominciava a essere impaziente.

Quell’ala del palazzo era silenziosa. Tutti rispettavano il suo bisogno di tranquillità. Si distrasse a guardare i rozzi arazzi erotici sui muri: erano curiosi, ma non molto eccitanti. Un filo di brezza serale mosse le tende della finestra, poi svanì. Jessamine cominciò a sentire caldo.

Finalmente la porta si aprì di nuovo e lui entrò, con la tradizionale maschera di legno che gli copriva al testa. Occhi neri, poi Jessamine distolse lo sguardo dal volto nascosto. Inutile tentare di identificarlo da quello.

Lui si spogliò con un gesto fluido. Lei ammirò i pettorali glabri senza osare abbassare troppo lo sguardo. Notò delle cicatrici e cercò di imprimersele nella memoria. L’occhio le cadde sulla virilità e risalì precipitosamente a studiare le cicatrici mentre il cuore accelerava i battiti.

Lui le venne sopra e le sfiorò il viso con una carezza. Jessamine chiuse gli occhi, senza fiato. Immaginò un prato verde e lui bellissimo, e si lasciò andare. Le gambe si aprirono spontaneamente ad accoglierlo, e si eccitò ulteriormente nel sentirlo ansimare dietro la maschera.

Vennero insieme e lei si lasciò sfuggire un piccolo gemito di soddisfazione. Ileana aveva ragione, anche con tutte le restrizioni imposte dal Rito, era piacevole.

Lui si ritirò con un’ultima carezza, lasciandola sognante.

 ***

– Allora, com’è andata? – domandò Ileana eccitata. – Ti ha fatto male?

– Per niente – assicurò Jessamine. – E’ stato molto bravo. Sto pensando di rintracciarlo e farmelo dare per cominciare il mio Appartamento.

– Oh, Jez! – protestò Ileana delusa. – Se è così esperto sarà un vecchio! Tu puoi avere tutti i bei ragazzi che vuoi!

– Lo so – sospirò Jessamine. – Eppure lui mi dà sicurezza.

– Ma non lo hai visto in faccia, non conosci la sua voce!

– Proprio per questo vorrei conoscerlo. Il suo corpo raccontava una storia affascinante.

– Dea! – sospirò Ileana. – La principessa sei tu. Ma fossi in te, io almeno una prova col figlio di un’Aristocratica la farei.

– Ile, tu hai messo gli occhi su mio fratello, che è il più carino della corte – ribatté Jessamine maliziosa. – Io dove lo trovo uno così?

– Be’, ci sono altri – insisté Ileana arrossendo. – Voglio dire, tuo fratello non è mica l’unico, anche se fa Carino di nome, altri lo sono di fatto!

– Ci penserò – concesse Jessamine con una smorfia. – Ma se sono rimasta incinta durante il Rito, voglio conoscere il padre di mia figlia.

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